Camminando camminando

In Lazio, nella Valle Reatina, sulle orme di San Francesco. Per riscoprire il sapore del silenzio

È nel calmo andare che il tempo si fa lento. È nel camminare che si svela la nuova dimensione dell'istante, quello in cui a ogni sguardo corrisponde un pensiero, e a ogni pensiero un'emozione. È nel procedere sereno, passo dopo passo, che si comprende il vero senso del sentire. È il piacere di scoprirsi viandanti del terzo millennio quello offerto dal Cammino di Francesco: 80 chilometri messi in rete dall'Apt di Rieti sulle tracce del Poverello di Assisi. Tra ovattati sentieri immersi nei boschi di lecci, faggi, querce e castagni, cristallini ruscelli e santuari aggrappati a costoloni rocciosi che si fanno scrigno di chiese, chiostri, affreschi e nicchie pietrose.

QUATTRO TAPPE SANTE - Si può iniziare da dove Francesco diede il via alla sua missione di pace, salutando il popolo con un "Buon giorno, buona gente": il Santuario di Poggio Bustone (tel. 0746 688916), a 18 km da Rieti. Un'oasi serena ove è persino possibile soggiornare (in gruppi organizzati), munendosi di sacco a pelo (7 euro a notte a persona). Per poi passare al Santuario di Fonte Colombo (tel. 0746 210125), così chiamato per via di una limpida fonte presso la quale il Santo aveva visto abbeverarsi delle colombe (Fons Columbarum). Da vedere? La cappellina della Maddalena, dov'è disegnato il noto Tau, simbolo della croce di Cristo, e il Sacro Speco, l'antro dove Francesco dettò la Regola dell'Ordine. Terza tappa al Santuario di Greccio (tel. 0746 750127), dove si dice abbia avuto origine il presepe. In realtà fu il luogo dove l'assisiate, nel 1223, volle rappresentare la Natività di Gesù quale messaggio di pace e di dialogo interreligioso. Visitabili: il refettorio, il dormitorio dei frati e la piccola cella dove il Poverello riposava seduto sulla nuda roccia (ovviamente senza cuscini). Ultima sosta, al Santuario de La Foresta (tel. 0746 200085), dove venne composto il Cantico delle Creature. E dove Francesco compì il miracolo dell'uva, trasformando un magro raccolto in una copiosa produzione di vino. Ad attestare il poker francescano? Un passaporto (da richiedere all'Apt o da ritirare nel primo punto del percorso) timbrato da un monaco in ognuno dei quattro santuari. A dare una mano al moderno pellegrino? Un kit completo di guide, mappe e brochure (rivolgersi sempre all'Apt, tel. 0746 201146-47)) e la Sabina Tourist Card (per averla basta collegarsi al sito www.sabinatouristcard.it e compilare il form), che dà diritto a ingressi omaggio nei musei del territorio, sconti in alberghi, ristoranti e negozi convenzionati e connessione Wi-Fi in tutti gli hot spot sabini. Per navigare gratis nei siti dell'Apt.  

QUATTRO PASSI NEL PROFANO - Un giretto a Rieti? Irrinunciabile. Anche perché l'antica cinta muraria medievale cela cose curiose, lambite dalle acque del Velino. Ecco allora piazza San Rufo, ovvero l"Ombilicus Italiae" come recita una targa e come a Varrone piacque definire la cittadina (studi recenti hanno invece attestato che il centro d'Italia si trova appena fuori dal paese di Narni); i resti del Ponte Romano; il Monumento alla Lira (realizzato fondendo oltre due milioni di vecchie lire) e Rieti sotterranea. Nel senso che sotto l'odierna via Roma è conservato l'antico viadotto romano del III secolo a.C., ora inglobato nei sottorranei di alcune dimore reatine, come casa Sciarra e casa Naglieri. Per visitarle: www.rietidascoprire.it

SOSTE GOLOSE
- Camminando vien fame. E conviene fare sosta in qualche buon ristorantino. Al Bistrot (Rieti, piazza Rufo 25, tel. 0746 498798) Rita Galassetti prepara i frascarelli (piccoli gnocchetti di acqua e farina) in zuppa di ceci e olio Sabina dop nonché le fregnacce con pomodorini, funghi, lonza, fave e ricotta salata (menu degustazione di 12 portate a 30 euro, vini esclusi). A L'Osteria (Rieti, vicolo Bressi 4, tel. 0746 496666) le tre giovani sorelle Mancini propongono cucina sabinese e romanesca: bruschetta avvelenata (col peperoncino), bucatini all'amatriciana (Amatrice è in provincia di Rieti), tonnarelli cacio e pepe, puntarelle e trippa alla romana (23 euro, vino escluso). All'hotel ristorante Parco alle Noci (Rivodutri, tel. 0746 685486), accanto alla Sorgente di Santa Susanna, invece, si può assaggiare la trota allevata in loco (prezzo medio 20-25 euro). E per provare la porchetta? Bisogna andare a Poggio Bustone, dove la cucinano alla perfezione, aromatizzandola con pepe, aglio, sale e rosmarino (il finocchietto qui non entra).

RIPOSANDO - Al relais Villa d'Assio (Rieti, località Mazzatelli, s.s. 79 Colli sul Velino, tel. 0746 636200), immerso nel verde, nei pressi della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, specchi d'acqua orlati da canneti e impreziositi dalle bianche fioriture delle ninfee. Quaranta le camere e suite frutto della meticolosa ristrutturazione di un antico borgo ottocentesco. Con corredo di piscina, solarium, campi da tennis e calcetto e ristorante Tempe, che offre i piatti della tradizione regionale (doppia standard da 60 a 120 euro, a notte, con colazione).

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www.camminodifrancesco.it
www.apt.rieti.it