BuggedOut!!

La one night che mensilmente cade sulle nostre teste, lune piene di elettronica e funky dai nomi importanti

Il Buggedout, one night che ha spopolato in tutto il Regno Unito ora è in Italia, a Milano precisamente, ai Magazzini Generali, tanto per cambiare. Si lascia affiancare da quelli del Pink Is Punk e trasforma le notti milanesi in colorati party, dove le guest internazionali presentate dalla serata inglese, raccolgono sempre gente. Tutti quelli che con l'elettronica sanno che si può giocare.

IL BUGGEDOUT! BRITISH - Ha 13 anni il Buggedout, 13 lunghi anni in giro per tutte le città inglesi; Londra, Liverpool, Manchester, in Europa e nel mondo intero. 13 anni di elettronica, d'influenze Daft Punk e Justice, electrofunky da occhiali da sole grossi e scuri, possibilmente a vetro. Contaminazioni hip hop ed elettronica ricercata, con i fiocchetti, con le ciliegine e le candeline. Era il freddo novembre del 1994 quando, a Manchester, durante il Warp Party, la one night presentò gli Autechre e niente meno che gli LFO, pionieri della bass-heavy techno, giungono alla Warp, si contendono con pochi altri la scena che va dalla metà degli anni '80, fino ai primi anni '90. Da quel giorno il Buggedout ha presentato in tutta l'Inghilterra ed esportandoli anche nel resto dell'Europa, personaggi del calibro di Daft Punk, Green Velvet, Derrick Carter, Chemical Brothers, Squarepusher, Miss Kittin and The Hacker, Ellen Allien, Tiga, solo per citare una minima parte dei mostri sacri che hanno preso parte alle one night sparse nel mondo. Buggedout è partito, in quel fatidico giorno ed è passato a gran falcate per il The End di Londra, dove ha spopolato, dove è diventato l'icona che è ora, una delle maggiori agenzie organizzatrici di eventi del pianeta, si è preso Il Loft di Barcellona, dove attualmente si organizza la maggior parte delle serate Buggedout, e poi l'Italia. Poi Milano. Poi i Magazzini Generali.

IL BUGGEDOUT! ITALIANO - Magazzini si diceva, Pink Is Punk anche. Una volta al mese. One Night, quindi. Un fenomeno di costume, fenomeni da baraccone, forse.
Hanno iniziato con Kavinski, che ha portato la sua Testarossa tra i colori fluo e il fumo, tra una folla agitata, giocosa, divertita e giovane, si sono susseguite altre importanti serata, fino all'ultima con i Klaxons. Si fanno accompagnare da quelli del Pink Is Punk, si è detto anche questo, che sembrano i fratellini minori, ma poco cambia, hanno solo esperienza in meno, ma tutto si rifà al fratellone, non c'è da biasimarli con il successo che hanno avuto, con il loro profumatissimo infuso di elettronica, funky, hip hop e rock, con le loro contaminazioni, la loro carica, i guest, hanno saputo prendere per le mani Milano e farla ballare, ballare davvero. Non è un mistero che i Magazzini Generali stavano passando un brutto momento, qualcosa come lo spopolamento, qualcosa come l'auto annullamento dovuto ai prezzi altissimi, tanto alti che pochissimi altri locali milanesi se li possono permettere. Poi l'ampliamento, l'ammodernamento portando il privè in alto, sopra le teste di tutti, la selezione più accurata e soprattutto il Buggedout, hanno dato un forte scossone. L'affluenza maggiore, tra la fine del 2007 e questo inizio di 2008, si è avuta, in effetti, durante le serate Buggedout, togliendo la performance di Andres Trentemoller che può essere definito altro. Insomma, quelli del Buggedout sanno quello che fanno e lo fanno bene, basta essere presenti ad una delle serate mensili per capire a fondo. Basta guardare in faccia la gente, osservare la loro tendenza fluo, le ritmiche del corpo, per capire cosa vuol dire BUGGEDout!

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