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Banus Club

Ai piedi della collina torinese, un locale dalla doppia anima, dove poter cenare e poi ballare

Banus, progettato dall'architetto Marco Lucchi, è un locale dal target alto che prende il nome dalla località spagnola Puerto Banus, vicino a Marbella.

LA STRUTTURA - Un lounge bar con annesso ristorante, una zona per conversare, dove i volumi sono più contenuti, una sala dance floor con due grandi bar. Denominatore comune è il pavimento in resina nera intarsiata da veri e propri tappeti di maiolica siciliana a motivi d'ispirazione floreale. Disseminati nel locale squadrati divani turchesi sono alternati a comode poltroncine in pelle bianca dal design "boteriano". Il perimetro del locale è di grande impatto scenografico in cinque lavorazioni differenti.

BIANCO, ROSSO E NERO - Nella maggior parte di color nero, come la pelle capitonnè, le zone con i video al plasma inseriti in riflettente vetro nero e le pareti divisorie in ferro battutto a motivi geometrici. Il resto, per dare un evidente contrasto, sono le aree bianche lucide e quelle con grandi mosaici, dietro ai bar, raffiguranti preziosi coralli rossi. Pezzi forti dell'arredamento sono l'imponente lampadario di Murano, con paralumi e passamanerie turchesi, e il bar del designer Davide Merdi, costituito da cinque tronchi di cono con mosaico interno di specchio illuminato. Si balla house e disco music.

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