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Atomic Bar

Rifugio antiatomico, oppure bar, locale e covo di facce interessanti, quando uscire per un drink è una bella abitudine

Durante le feste è stato difficile trovare i luoghi familiari della notte: locali chiusi, personaggi in trasferta, spente le consolle, ordinati i rhum e puliti i marciapiedi dai mozziconi, le serate erano ancorate ai divani, pandori e sonni. Pochi punti di riferimento milanesi hanno santificato le feste, ma hanno aperto le porte a chi a casa non ci sa stare, fra queste mosche bianche l'Atomic Bar.

ON THE SOFA – Un pesce luminoso che con la nebbia non sempre splende a dovere, mischiato fra le vie di Buenos Aires, ecco un locale oppure un bar, questo non ha importanza. C'è sempre musica, gente schiacciata e poltrone ingombre, bicchieri impilati e pareti umide che lasciano rimbombare la musica e tutte le chiacchiere che si ha voglia di fare. Ciprioti, scozzesi, bostoniani, e noi pacifici italiani, tutti passano dalle sedie da parrucchiere messe all'ingresso. Sul fondo della stanza, consolle e dj incorporato, prendono le misure al locale. Tutto intorno tavolini, poltrone logore dai tessuti retrò, e perché no, stiletti bondage disegnati.

USCIRE SENZA STRESS – Si arriva qui per bere qualcosa, distrarsi fra i propositi dei fidati amici, ma nel momento di ordinare al bancone, e si incomincia a riconoscere la musica, si notano le facce degli altri, conosciute o viste di sfuggita per strada. Sembra che tutti abbiano avuto la stessa intenzione tua, uscire di casa, e rifugiarsi in un posto accogliente senza pretese, senza rincorrere le burocrazie da lista simil check-in da discoteca, kit di cartellini per una consumazione e guardaroba. Il tuo cappotto appoggialo sopra al mio, che a sua volta è sopra al suo.

L’ECLETTICO DJ - Una sera recente, un tuffo al cuore e agli anni dai capelli in moto sotto il ritmo grunge, ha colpito la prima fila gomito a gomito sul bancone: Valvonauta dei Verdena e crepi l'avarizia di nostalgia, da lì in poi una cavalcata negli anni '90 che già sembrano così distanti, rock italiano, primi riff mischiati di glam di New York, sporadiche attitudini electro e niente di ovvio, ma solo un "ti ricordi questa?" dietro l'altro, perché quando la musica è così bella e inaspettata seppur conosciuta, l'Atomic si conferma il porto sicuro per le buone abitudini.

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