Argentina, mi amor

Al Festival LatinoAmericando tango sperimentale con i Bajofondo e succosi sapori della terra dei gaucho al Campo Argentino

IL RICHIAMO DELL’ARGENTINA - Il rapporto tra Italia e Argentina è molto stretto. Nonostante gli argentini a Milano costituiscano soltanto il 5% della popolazione, il flusso migratorio che nel secolo scorso ha portato buona parte degli italiani a cercar fortuna nel vasto paese latino si ripercuote ancora sulle nuove generazioni. Fiore all’occhiello della variopinta cultura di questo popolo resta la gastronomia. Subito ci viene in mente l’asado, grande arrosto che le famiglie usavano preparare in ogni occasione. Una cucina che attraverso i sapori penetranti riesce a far accorciare le distanze tra un popolo che non ha mai perso vitalità ed energia. Al Festival Latinoamericando spetta ancora il merito di farci respirare da protagonisti certe culture.

CAMPO ARGENTINO – Quando si arriva in questo spazio privilegiato non sembra di essere in ristorante ma in un campo argentino dove il richiamo a certe caratteristiche di quel popolo è inevitabile. "La nostra cucina ha spalancato le porte al Festival fin dall’inizio – ci spiega il gestore Gigi Rossi – e grazie alla tenacia e alla passione di mio suocero, Gianfranco Signorotto, ci siamo impegnati affinché il nostro ristorante crescesse anno dopo anno. Volevamo che gli italiani così come gli argentini ritrovassero dei sapori, gusti famigliari ma soprattutto la cordialità”. A stuzzicare il nostro palato c’è come piatto d’entrata Papas al Plomo (Patata al cartoccio), cotta alla griglia e bagnata in una salsa gustosa che fa incrociare formaggio, erba cipollina, panna e gorgonzola. "Nonostante la concorrenza dei Mondiali di calcio  - continua l’ospitale gestore – riusciamo a fare il pienone. Ieri per esempio abbiamo chiuso dopo aver servito 1.200 Empanadas". Non possono mancare sul nostro tavolo, infatti, questi deliziosi fagottini ripieni al gusto di pollo, formaggio, verdura e carne. 

IL RITO DELLA CARNE E DEI DOLCI - Sorseggiando un pastoso vino Chakana, il palato attende di assaggiare il piatto forte della cucina argentina: la carne. Arriva il Lomo (filetto), morbido e saporito, che può essere gustato a tre tipi di cottura (sangue, medio e cotto), seguito dal “Re” Asado. Il ristorante Campo Argentino (la cucina è aperta fino all’1.00) propone tutte le sere una varietà di grigliate con vari tipi di carne (cena media Euro 25,00/30,00) e dedica uno spazio anche alla solidarietà: per ogni menu para chicos (Pollo/Salsiccia + Bibita + Patate, Euro 9,00) vengono devoluti 0,75 Euro a favore della lotta contro la leucemia. Mentre su un piccolo palco al centro della sala inizia lo spettacolo (Balamo e Tango) arrivano i dolci per chi non vuole rinunciare al peccato di gola: dal Budin de Pan al Borracho (simile al nostro Tiramisù), dal Panqueques (simile alle nostre crepes) al Flan casero (simile al nostro budino), che affoga nel caramello. Il tocco finale a questo superbo viaggio gastronomico arriva bevendo un bicchierino di Legui, questo liquore argentino che gli italiani gradiscono particolarmente.

BAJOFONDO TANGO CLUB - Il gusto si lega anche all’udito, così lo spettacolo argentino è affidato ad una band interessante, che ha inorgoglito il mondo latino per essersi aggiudicato il premio oscar per la miglior colonna sonora originale del film "I Segreti di Brokeback Mountain": sono i Bajofondo Tango Club. Mentre un flusso di immagini accompagna il loro concerto, la musica sostenuta e sempre imprevedibile rapisce lo spettatore che si trova dinanzi ad un cocktail spumeggiante di tango tradizionale fuso con i ritmi della music house, trance e hip hop. "Dobbiamo finirla con questo luogo comune – ci spiega Luciano Supervielle dei Bajofondo – che noi abbiamo rinnovato il tango. Il tango si rinnova con chi fa il tango. Noi siamo degli avanguardisti  e non abbiamo fatto altro che avvicinare la musica elettronica ad uno dei balli più amati nel mondo”. E poi prima di salutarci, con una calorosa stretta di mano, aggiunge: "La nostra musica mantiene le radici argentine. Guai se così non fosse. La musica latina se vuole continuare ad avere successo non deve perdere il rapporto con la nostra lingua".     

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati