A carnevale, Bonarda&Cacciucco vale

Appuntamento a Viareggio fra carri, frizzi, lazzi e buona tavola. Il 3, 5 e 10 febbraio

Matrimonio in rosso quest'anno al carnevale di Viareggio. Sì, perché il rubino Bonarda delle morbide colline dell'Oltrepo Pavese va a incontrare il rubicondo cacciucco della bella Versilia. Un'unione felice e golosa, che suggella con nota allegra e conviviale l'atmosfera già frizzante delle carnascialesche sfilate dei pomeriggi di domenica 3 febbraio, martedì 5 febbraio e domenica 10 febbraio. Infatti, proprio davanti al nastro di partenza del primo carro, il Bonarda&Cacciucco point è pronto a ricordare la succulenta abbinata. Che ovviamente va assaggiata.

ZUPPA VERACE
- Ha cinque "c". E tanto tanto sapore. La parola cacciucco pare derivare dal termine turco "kaciuck (ossia minuto, piccolo, e quindi un piatto i cui ingredienti sono sminuzzati), oppure dall'arabo "shakshukli" (che significa mescolanza). La cosa certa? Che fa parte della famiglia delle zuppe di pesce. La probabile origine? Da rintracciare nella tradizione culinaria della Repubblica marinara di Pisa, che vantava colonie in Asia Minore e Africa, e da qui, poi, l'espansione nelle città limitrofe. Sta di fatto che, nel Cinquecento, il cacciucco giunge a Livorno e nel Settecento a Viareggio. Ma è solo con i primi del Novecento che la nota zuppa versiliese assume una vera identità, distinguendosi per il gusto più delicato e meno speziato del cugino livornese nonché per l'utilizzo dell'aglio al posto della cipolla, del pomodoro fresco in luogo di quello concentrato e dei pesci di sabbia anziché di scoglio, fatta eccezione per le cozze, o meglio, dei muscoli, come qui vengono chiamati. Gli altri figli del mare? Poveri e buoni come scorfano, gallinella, pesce prete, tracina, saraghetti, palombo, gronco, polpo, seppie, cicale, muggini e sugarelli. Dipende dalla stagione. L'imperativo categorico però è uno: mai ricorrere a specie nobili quali aragoste, orate, scampi, branzini e gamberoni, perché snaturerebbero la rustica peculiarità della pietanza.

VINO VIVACE - Una ricetta in rosso, il cacciucco, che va sposata a un nettare di buona intensità e consistenza aromatica ma al contempo giovane e vivace, di struttura discreta e contenuta tannicità. Proprio come il Bonarda dell'Oltrepo Pavese, un vino dai riflessi violacei o porpora, dal sentore fruttato, spesso di mandorla e mora, leggermente tannico e dal gusto che va dal secco al leggermente abboccato. Il suo uvaggio? Croatina al 100% o all'85%, con complicità di barbera, ughetta e uva rara. Un figlio di Bacco spumeggiante, che ben esprime la gioia di vivere e che ben si accompagna al ghiotto piatto ittico, meglio se servito in un tegame al centro della tavola.

FRA CORIANDOLI E STELLE FILANTI - Satira politica, costume, attualità ma anche tanta solidarietà. Tanti i temi a cui si ispirano i carri viareggini 2008. Sempre imponenti e maestosi. Veri palcoscenici viaggianti che possono raggiungere un'altezza di 20 metri e una larghezza di 14 e che arrivano a pesare fino a quaranta tonnellate. Giganti di cartapesta, a cui si vanno ad aggiungere complessi musicali e bande folcloristiche, gruppi di animazione e maschere a go go. Senza dimenticare il ricco calendario di appuntamenti che scandisce la manifestazione: spettacoli, momenti culturali, commedie vernacolari e incontri enogastronomici nei ristoranti.

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