Ristoranti aperti in agosto: la contemporaneità

Ricerca, creatività e piccoli viaggi verso Oriente sotto sole e stelle

Da un lato ancorata ai sapori della tradizione, spesso la cucina va verso una direzione diversa, più moderna, ardita e contemporanea. Rielaborando ingredienti nostrani in abbinamenti inediti, sfumando la tipicità in originalità e spingendosi verso le esotiche spiagge del gusto. Che male c'è? Poi se si vuole arrivare in India e in Giappone non resta che farlo. Rimanendo a Milano.

MEDITERRANEE DIVAGAZIONI - Contemporaneo contenitore di arte, design e cibo, il Bistrot Bovisa è un luogo versatile e alternativo. Un po' perché si può mangiare all'ora che si desidera e un po' perché la proposta gastronomica è alquanto intrigante. Nel senso che se da una parte il menu palesa lo zampino di Cedroni (della serie: salmone norvegese marinato con pomodoro, mozzarella e pan brioche; bresaola di tonno con zucchine, olio e limone; e baccalà dissalato con pappa al pomodoro e cipolla stufata), dall'altra non lesina proposte autoctone, come la tartare di tonno alla mentuccia, il cocktail di capasanta dell'Atlantico e la tagliata di filetto d'Irlanda con giochi di sale e pepe. Ma estrose sono pure le creazioni dello chef Ernesto Viccaro al ristorante Nectare, sempre in equilibrio fra consistenze e temperature diverse. Qualche sua specialità? Parmigiana di pesce con salsa al pesto leggero; fagottino di orata con salsa allo yogurt e aceto balsamico; gnocchetti con gallinella e Castelmagno; e composizione di astice cotto al forno con pinoli, concassé al pane profumato, Vermentino e insalatina di stagione. Raffinata navigazione nel Mare Nostrum che può terminare al Lautrec, fra i manicaretti dello chef Jo Matarazzo: carpaccio di polpo su insalatina di puntarelle allo zenzero; tagliatelle accoppiate alle vongole e zucchine; e gamberi in bikini su julienne e salsa agrodolce.

VERSO ORIENTE - In estate, all'Enterprise Hotel si pranza e si cena in giardino. O meglio al Sophia's Garden, fra teli che riparano dal sole e lanterne che illuminano le sere. E se il lunch è un po' una crociera nel Mediterraneo, fra prelibatezze genovesi, nizzarde, spagnole, greche, turche e maltesi, il dinner è un viaggio che dall'Occidente si spinge un poco verso Oriente, a ritmo di ricette firmate dallo che Otello Moser: burrata e soffice di burrata di Andria al pomodoro nudo e frisella; linguine alla farina integrale di soia saltate al timo e limone su guazzetto di prezzemolo e cannolicchio; e filetto di manzo con padellata dell'ortolano e timballino di riso rosso. India, pura India, invece, a casa di Ash, nel suo Tara, fra toni d'ocra, statue degli dei e profumi di spezie. Da provare? Papad (leggera crêpe croccante di farina di lenticchie); samosa (involtino con ripieno di patate e verdure speziate); chicken roll (rotolo di pane e pollo); prawn pakora (gamberi in pastella di ceci e lenticchie); chicken tikka (bocconcini di pollo tandoori); vegetable kofta curry (curry di polpette di verdure); riso basmati multiversione e lassi al mango. Nipponiche portate, infine, al Miyako, fra minimalismo e atmosfere zen: sashimi, temaki, dragon maki, tempura di gamberoni e verdure, patate sakeyaki (rotolini di salmone alla griglia con ripieno di puré di patate), nasuaghe (melanzane in salsa di rapa e zenzero), e ika satoimonoyaki (frittelle di patate giapponesi e calamari). Intanto, Pechino si fa sempre più vicino.

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