Estate

A cena sotto il cielo

In giardino, in corte e nel chiostro per assaporare l'estate

Quando fa caldo, fa piacere cenare al fresco, tra verde e stelle. Assaggiando pietanze che passeggiano fra terra e mare, estro e memoria. Dove? A Milano, oppure appena fuori dai confini meneghini, in ristoranti con tanto di giardino, corte, cortile o chiostro dal tetto di cielo.

FEELING GREEN - Oasi gourmet en plein air, il giardino del 4CENTO stupisce per l'originalità. Un po' per le sculture, un po' per i curiosi arredi e un bel po' per il piacere di gustare una cucina firmata dalla coppia (ai fornelli e nella vita) di chef Charlotte D'Isidoro e Diego Forte, cresciuti alla corte di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana con sede a Colorno. Un menu, il loro, semplice e stagionale, rassicurante e rilassante, che ben si esprime nel carpaccio di manzo con pesche e avocado; nel risotto con caprino, erbe fresche e mandorle speziate; e nel tonno scottato con crema al basilico e peperoni al forno. Ma tra le fresche frasche si cena anche all'heat>diana, cuore goloso dello Sheraton Diana Majestic, dove vengono servite le aromatiche ricette dello chef Paolo Croce: tortellone in pasta fillo alle verdure con burrata, basilico e coulis di pomodoro; branzino e calamari in tempura con insalata di mela verde, cipollotti e ravanelli; e tortino di marzapane, pistacchio e limone. E se si volesse fare un salto extracity? In quel di Melegnano, l'Osteria del Portone attende gli ospiti sotto un ampio pergolato coperto, con vista sul Garden. Uno spazio naturale, ideale per assaporare i formaggi e i salumi del territorio e le delizie messe a punto dallo chef Valerio Franchi: carpaccio (e tartare) di tonno di Carloforte con crema di melanzane; fiori di zucchina ripieni di ricotta alle erbe; riso Carnaroli agli scampi, timo e cacao; e petto d'anatra alle fragole e Porto.

IN CORTE E IN CORTILE - Accarezza le milanesi acque Il Giardino del Naviglio, dove cuoco Ivan Olindo solletica il palato dei gourmand presentando i suoi piatti fra palme e fiori, nel grazioso dehors smeraldo. Da provare? L'imperiale di pesce crudo; lo spezzatino d'astice con pomodorini, basilico, burrata di Andria e paccheri di Gragnano; e l'ittica grigliata mista. Ancora pesce, ma all'abruzzese maniera, nella corte interna (rinfrescata da una soffice e piacevole nebulizzazione, per scongiurare afa e zanzare) della palazzina di inizio Novecento che ospita Il Capestrano (e pure le sue sagre urbane), verace ristorante regionale che non dimentica certo carne e latticini. Merito del chietino chef Peppino Pizzica, che sa spaziare dalle chitarrine con vongole, zucchine e zafferano (di Navelli) agli anellini alla pecorara (con ricotta fresca), dal brodetto alla vastese (su prenotazione) alla trippa di vitello alla pennese e dal filetto di sgombro in scapece agli arrosticini alla brace. E se si desiderasse un'aura più spirituale? A I Chiostri di San Barnaba si cena nel Chiostro delle Statue, ammirando l'ascetico colonnato e degustando le portate siglate dallo chef Simone Iozzo: tartare di manzo irlandese con tuorlo, crema di olive e di acciughe e senape rustica; garganelli con germogli e salmone agli agrumi; e tiramisù ai mirtilli. Atmosfere un po' rétro, infine, nel fascinoso cortile del Revel, in quel dello Scalo d'Isola. Un luogo di charme, dove mangiare a lume di candela fra i gelsomini, sperimentando le chicche dello chef Gabriele Locatelli: gamberoni al vapore con senape antica e pomodori di Pachino; pappardelle con capesante, pesto e pinoli tostati; involtino di branzino con verdurine croccanti; e frutti di bosco alla panna brûlé. A la santé de l'été.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati