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Stefano Boeri: ecco la mia (bio)Milano

La città cambia volto nei sei progetti visionari proposti dall'architetto e designer

Immaginate un anello verde che circonda la città unendo parchi, aree agricole, cascine e borghi. Pensate a grattacieli con le facciate ricoperte di alberi, quasi fossero "torri frondose". No, non siamo sul set di un kolossal alla James Cameron. Lo scenario è quello immaginato dall'architetto e urbanista Stefano Boeri nel libro Biomilano (Corraini, Euro 26,00). Nel volume il direttore della rivista Abitare, ora nuovo Assessore alla Cultura del capoluogo lombardo, esprime idee precise e ambiziose in merito alla riqualificazione della città. Spunti, sogni e riflessioni che si concentrano soprattutto su sei progetti, alcuni avviati, altri, si spera, di prossima attuazione.

Si va da Metrobosco ("un sistema verde", in parte già realizzato, che circonda l'area metropolitana) al sorprendente progetto Bosco verticale, ideato per la zona Garibaldi-Repubblica. Qui, immagina Boeri, si potrebbero innalzare edifici con le facciate ricoperte da alberi, un metodo completamente naturale per ottimizzare, recuperare e produrre energia e per filtrare e assorbire le polveri sottili. L'economia locale potrebbe invece essere valorizzata grazie ai moduli abitativi Casa Bosco, da realizzare con il legno delle fasce forestali che costeggiano il fiume Ticino. L'architetto propone inoltre un interessante piano di recupero delle sessanta Cascine di proprietà comunale e un progetto di bonifica vegetale e biologica (Ruralità Urbane). E in vista dell'Expo 2015? Boeri e collaboratori sognano un Orto Botanico Planetario, che sostituisca i tradizionali padiglioni espositivi per fare posto a fazzoletti di terra coltivati dalle varie nazioni. Lo scopo è quello di raggiungere armonia tra la sfera urbana, la sfera rurale e la sfera naturale, per una città in equilibrio tra l'elemento costruito e quello vegetale. Utopia? 
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