Bubble design

Design eco-sostenibile con lo zampino creativo di Francesca Bonfrate e Alessandra Bove, due designer del Sud, ma milanesi d'adozione

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L'oggetto vive, pulsa nella sua intimità nello spazio e nel tempo con il suo design. Bubbledesign, il marchio messo a punto nel 2005 dalle giovani designer Francesca Bonfrate e Alessandra Bove, è un brand che esprime vitalità ed immediatezza, che trova nello spazio circostante un ruolo adatto grazie all’esperienza progettuale.

BUBBLEDESIGN - Si parla tanto di prodotti eco-sostenibili, dove il riciclaggio delle materie prime è al centro dell’oggetto in questione. Alla base del lavoro di Francesca e Alessandra c’è proprio questo: le loro creazioni, dalla borsa a una poltrona, sono quasi tutte fatte con materiali riciclati. Ma perché questa strada? “Tutto è avvenuto per mezzo del cartone, un materiale povero e generalmente destinato ad usi secondari che ci ha incuriosito molto perché nasconde delle notevoli proprietà estetiche e strutturali – ci spiega Francesca Bonfrate - Attraverso le nostre sperimentazioni abbiamo potuto apprezzare queste qualità e sfruttarle per i nostri progetti, un mondo di proposte che non mette limiti alla creatività”.

CREAZIONI ECO-SOSTENIBILI - Bubbledesign ha conquistato il pubblico milanese nelle passate edizioni del Salone del Mobile con le Bubble Bags, borsette di varia misura, e Prato, un divano progettato con camere d’aria ricilate e cartone. “Il cartone viene reinterpretato, in modo sempre nuovo,  per creare accessori da passerella – continua la designer tarantina - una sfida e una provocazione che continua da tempo a destare forte interesse”. Guardando da vicino queste Bubble bags viene da pensare come anche con un materiale povero il fashion design possa intraprendere un percorso alternativo. Questa volta il materiale in questione non è una scatola, ma un packaging che trasforma totalmente le prospettive del prodotto.

SENZA CONVENZIONI - C'è sempre comunque la ricerca di libertà in ogni oggetto, cercando di rompere i canoni della convenzione. Prendete la seduta Prato: provandola, si percepisce un'idea di creazione senza schemi, lontano dal classico divano. Tuttavia, c'è un ultimo dubbio che ci ronza per la testa: Il riciclaggio per un designer è una moda di questi tempi o è un pretesto per risparmiare sulle materie prime? "E' un'esigenza di questi tempi perché il designer è chiamato a rispondere in termini progettuali. D’altro canto non avrebbe senso andare avanti con la ricerca e le tecnologie per il riciclo, senza avere un reale feed-back in termini di utilizzo dei materiali provenienti da tale fonte", conclude Francesca Bonfrate. 

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