Design

Tra etica ed ecologia

Tre progetti insoliti svelano il lato sostenibile del design

Se è vero che la Design Week è l'occasione per ammirare i prodotti di stelle come Philippe Starck e Zaha Hadid, è anche vero che basta allontanarsi leggermente dagli itinerari più frequentati, per incontrare designer atipici e originali. Con macchine ingegnose e tanta pazienza, questi creativi un po' scienziati e un po' inventori, realizzano sedie, tavoli e vasi usando i materiali più insoliti, dalla gomma di vecchie infradito alla plastica dei frigoriferi. Progetti affascinanti e sostenibili, alcuni dei quali ci hanno particolarmente colpito.

PER FARE UNA SEDIA... BASTA UN FRIGO - In zona Porta Romana, gli spazi di Studio Zeta ospitano l'esposizione del prestigioso ateneo olandese Design Academy Eindhoven. Qui incontriamo Dirk Van Der Kooij, che ci presenta la collezione Endless. Con l'aiuto di un robot costruito personalmente, Dirk crea tavoli e sedie a partire dalle componenti plastiche dei frigoriferi. La macchina permette di miscelare il materiale fuso al colore desiderato e di ottenere in poche ore oggetti perfettamente utilizzabili. 

PEDALANDO/TORNIANDO - Da Porta Romana balziamo nel distretto di Ventura Lambrate. Al padiglione RCA, chiediamo al designer madrileno Jorge Mañes Rubio di parlarci di Ultreia, la sua "fabbrica nomade" su ruote. Orgoglioso, Jorge ci indica una bicicletta "truccata" e un po' ammaccata. Proprio così: per due settimane, il ragazzo ha percorso un sentiero di pellegrini in Spagna, in sella a una bici appositamente accessoriata con un pannello solare e un piccolo tornio. Pedalando, Jorge ha prodotto modellini, vasi e lampade usando materiali locali e naturali come la bioresina. Qui il video del viaggio di Jorge.

VECCHIA CIABATTA A CHI? -
Sempre a Ventura Lambrate, abbiamo scovato il progetto che ci ha sorpreso di più, per la sua semplicità e al tempo stesso per la forte componente etica. Si chiama A Flip Flop Story e porta la firma di Diederik Schneemann. Nello studio di Rotterdam, il designer progetta complementi d'arredo riutilizzando le infradito che si arenano sulle coste del Kenya. Una volta raccolte, pulite, tagliate e incollate, le ciabatte diventano vasi, lampade e soprammobili dai colori brillanti e dalle forme arrotondate. Gli oggetti vengono realizzati a Nairobi in collaborazione con UniquEco, associazione che si occupa di trovare lavoro alla popolazione kenyana e di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente.

Mentre passeggiate per il Fuori Salone, curiosate anche negli angoli dove sembra non esserci granchè. È nei dettagli che si trovano piccole perle di originalità e di impegno.
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