Kartell Loves Milano

L'azienda lombarda rende omaggio alla città con un'iniziativa a scopo benefico

"Un omaggio e un gesto di riconoscimento e affetto verso la città". È questo il senso di Kartell loves Milano, l'iniziativa organizzata dall'azienda di Noviglio durante il Salone del Mobile. Per l'occasione, alcuni oggetti cult del brand vengono reinterpretati da un eterogeneo gruppo di testimonial: dal designer Mario Bellini allo stilista Moschino, dal cuoco Davide Oldani all'oncologo Umberto Veronesi.

RIVISITAZIONI D'AUTORE - Se Bellini gioca con le ciotole Moon aggiungendovi un Duomo in miniatura e pesci dai toni fluorescenti, Moschino propone Madunina, ironica rivisitazione della poltrona Bubble Club progettata nel 2001 da Philippe Starck. Il designer giapponese Tokujin Yoshioka reinterpreta in versione riflettente la sedia Ami-ami, realizzata nel 2008, rendendola un originale specchio della città e dei suoi abitanti. Lo chef Davide Oldani unisce utile e dilettevole in MIaccomoD'O, versione con tasche e appendiabiti incorporato della sedia Dr YES. Motivazione? "Si mangia meglio se alleggeriti di fastidiosi ingombri".

IL DESIGN PER LA RICERCA - All'iniziativa partecipa anche Umberto Veronesi, che firma Dna Revolution, una lampada che all'interno del cilindro contiene l'elica colorata dell'acido desossiribonucleico (la mappa dei cromosomi del corredo genetico umano). E proprio alla Fondazione Veronesi saranno devoluti i proventi della vendita di questi oggetti. Esposti durante la Design Week nel flagship store di Via Turati, i pezzi unici saranno infatti battuti all'asta. Un esempio di come il design possa aiutare la ricerca scientifica e una dimostrazione di impegno etico da parte di Kartell. Fondata nel 1949 dall'ingegnere chimico Giulio Castelli, l'azienda ha fatto dei materiali plastici e della loro versatilità nel campo dell'arredo una vera e propria filosofia. Nel corso degli anni, ha siglato collaborazioni con i migliori esponenti del design contemporaneo, da Vico Magistretti a Ron Arad, e vinto premi prestigiosi come il Compasso d'Oro. Adesso regala a Milano un contributo ancora più concreto.
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