Il Salone in pillole

Si è chiusa l'edizione 2012 della fiera, tra spinte revival, ricerca sui materiali e nuove sfide

Archiviato anche il Salone del Mobile 2012, è tempo di bilanci. Le ansie circa i numeri di questa edizione sono placate dal segno positivo registrato dagli ingressi in fiera: 331.649 visitatori totali, + 3,5% rispetto al 2011. Ma la matematica da sola forse non basta per decretare il successo di un evento. Dopo mesi di bombardamento mediatico sulla Crisi, il Design cosa suggerisce? Che risposte dà? Dove vuole farci andare?
 
KNOW WHO YOU ARE – Tra i padiglioni di Rho-Pero si contano innumerevoli riedizioni di pezzi cult del passato, più o meno recente: reinterpretati, rivisitati, "ricolorati". Insomma: squadra che vince non si cambia e se il prodotto storico tira ancora sul mercato, perché non sfruttarne l'onda commerciale? Alla moda non sfuggono nemmeno i grandi marchi. Con un percorso quasi didattico, Zanotta trasforma un'ala del suo stand in un museo d'impresa esponendo le componenti, i bozzetti e gli studi dei suoi pezzi celebri, dallo sgabello Mezzadro alla poltrona Sacco. E Molteni fa rivivere Gio Ponti producendo una serie di sue creazioni: sedie, librerie e cassettoni riproposte con precisione filologica.
 
L'EREDITÀ - Quando non brilla di luce propria, il passato illumina le menti di giovani designer che cercano ispirazione negli stili dei decenni scorsi. Evoca l'ironia colorata degli anni Sessanta e porta con sé una marcata critica sociale un po' anni Settanta il progetto Cheap Ass Elites di Saran Yen Panya dell'Università di Stoccolma. Vista da Rossana Orlandi, la collezione si compone di sedute create accostando elementi alti (le gambe in elegante stile Sette-Ottocento) e bassi (le sedute recuperate da cassette di plastica per la frutta). I pannelli laminati di Giulio Iacchetti presentati alla Triennale per ABET giocano invece con segni grafici e trame colorate dal sapore tipicamente Sixties e persino lo stilista Antonio Marras fruga nei ricordi di quel decennio per creare la sua prima linea d'arredamento, Milly, che comprende una serie di carta da parati realizzata con i tessuti di scarto che la casa di moda ha utilizzato per la sua scorsa collezione.
 
RIPARTIRE DALLA MATERIA – E la ricerca? L’innovazione? Si misurano con i materiali, naturali o artificiali. Patricia Urquiola continua le sue felici sperimentazioni con il marmo firmando una collezione di vasi dalla struttura irregolare per Budri, in Triennale. La designer spagnola, milanese d'adozione, regala leggerezza e movimento a un materiale pesante realizzando un prodotto attraverso l'uso di scarti industriali. Lo stesso vale per Kartell che – oltre a proporre una seduta firmata Lenny Kravitz (un po' di glamour non guasta mai) – bilancia un allestimento fieristico sobrio con numerose novità tra prodotti e prototipi. Accanto a inediti come la collezione di arredi outdoor disegnati da Rodolfo Dordoni o i candelabri Abbracciaio e Finally Alone di Philippe Starck, troviamo Invisible Table di Tokujin Yoshioka: un monoblocco di oltre 20 kg di policarbonato nato da uno stampo unico di dimensioni mai testate in precedenza. Si può dire che sia l'oggetto in plastica in un solo pezzo più grande del mondo: un prodotto dalla linea minimal, semplice nella forma ma complesso nella realizzazione, che ha rappresentato una vera e propria sfida tecnologica.
 
PICCOLI GRANDI TALENTI - La natura del design, tutta da tutelare, è fatta di ricerca, di sperimentazione e, certamente, di creatività. Gli investimenti attuali e futuri in questa direzione vanno auspicati e la sei giorni del Salone/Fuorisalone è, in qualche modo, con il suo fermento e la sua agenda fitta di appuntamenti, un monito e una preghiera perché sia così, senza scadere in sterili celebrazioni dei fasti del passato. E se il mercato è globale, occorre magari ricordarsi che vicino ai grandi ci sono le nostre piccole eccellenze, che meritano spazio e aiuto. Le iniziative viste alla Fabbrica del Vapore vanno in questa direzione. Un esempio? Milanosiautoproduce, il progetto curato da Alessandro Mendini che punta a fare un primo censimento delle micro realtà del settore in città. Le luci del Salone si sono spente: adesso, fino al prossimo anno, buon design a tutti.
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