Il design secondo Lizá Ramalho

La cofondatrice dello studio portoghese R2 parla di tipografia, arte e creatività

C'è chi le parole si limita a scriverle (o a digitarle) e chi le usa per creare piccole magie. La designer portoghese Lizá Ramalho appartiene alla seconda categoria. Con Artur Rebelo, suo socio nello studio R2, progetta manifesti, copertine, siti internet e installazioni, giocando con colori, fotografie e, soprattutto, caratteri tipografici. Come nell'opera Dois Tempos, realizzata sulla facciata di una chiesa sconsacrata a Lisbona e premiata con il Red Dot Award 2010 (uno dei premi più ambiti nel campo del design, ndr). Ora il duo di Oporto è a Milano con una selezione di suggestivi poster.

NON SOLO MANIFESTI - "Mi piace poter aiutare le persone a comunicare e al tempo stesso dare un tocco personale ai progetti" ci racconta Lizá. La mostra milanese comprende solo manifesti, ma la designer ricorre a media differenti "Io e Artur cerchiamo sempre di spaziare" continua "e spesso per un cliente realizziamo poster, sito web e catalogo". Oppure "installazioni tipografiche", come la già citata Dois tempos. Si tratta di un'opera originale e sorprendente: di notte, le frasi collocate sui muri della chiesa (estrapolate dai titoli di testate come il New York Times e il Guardian) si illuminano, creando un affascinante contrasto tra antico e moderno, sacro e profano.

DESIGN O ARTE? - Nei progetti di R2 si fondono funzionalità e poesia. Ma a chi le chiede se il design può essere considerato arte, Lizá risponde senza esitare "I confini tra arte e design sono sempre più sfumati, ma io mi considero una designer, non un'artista. Nell'arte sei libero di esprimerti, nel design devi confrontarti con il cliente e con le sue esigenze".

L'ISPIRAZIONE - E l'Italia? "Se penso alla creatività italiana" dice la designer "penso alla moda o all'arredamento. Per la grafica devo confessare che i nostri modelli sono altrove. Guardiamo con attenzione all'Inghilterra, alla Svizzera e all'Olanda". Non a caso, tra i maestri che l'hanno maggiormente influenzata, Lizá cita il grande Alan Fletcher (grafico inglese scomparso nel 2006, ndr) e il grafico svizzero Emil Ruder. E tra i contemporanei, lo statunitense Ed Fella ("per l'uso geniale dei caratteri tipografici") e l'olandese Karel Marteens ("per la capacità di adattare il suo linguaggio a più ambiti e per il suo uso dello spazio"). Se volete scoprire i lavori realizzati a quattro mani da Lizá e Artur, l'appuntamento è alla Galleria AIAP fino all'8 luglio.
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