Design Week: note a margine

Grande successo per la manifestazione milanese, tra conferme, dibattiti e innovazione

E così anche stavolta, dopo anteprime, vernissage e party, si conclude la Design Week. Uno degli appuntamenti meneghini più attesi, quest'anno particolarmente sentito per via del cinquantesimo anniversario del Salone del Mobile. Tanti gli espositori e tantissimi i visitatori della fiera di Rho Pero, come dimostrano gli oltre 321mila ingressi registrati. Innumerevoli le occasioni per vivere la città, con le mostre, le notti bianche e gli eventi musicali del Fuori Salone. Ora che è tutto finito, rimane il ricordo dei tanti progetti sostenibili ed ecologici, della sorprendente versatilità di oggetti e complementi d'arredo e della ventata di creatività respirata nel distretto di Ventura Lambrate.

VERDE È BELLO - Da tempo si parla del bisogno di tornare a una progettazione attenta all'ambiente. Quest'anno la tendenza è stata confermata da numerosi progetti eco friendly, come il Cavalcavia Bussa trasformato in un insolito giardino di erbe spontanee o Piazza San Fedele tramutata in un suggestivo bosco di luce. I contributi più concreti si riscontrano nella proposta di materiali innovativi. Ne è un esempio DNA Urbano, rivestimento sviluppato dall'azienda veronese Stone Italiana. Il materiale si ottiene mescolando le terre ricavate dallo spazzamento delle strade con sabbia, polvere di quarzo e resina poliestere. Oppure Newspaperwood, ideato dalla designer olandese Mieke Meijer per il marchio Vij5. Molto simile al legno, deriva dalla compressione di vecchi giornali riciclati.

VIA LIBERA AL TRASFORMISMO - Spesso la ricerca di materiali ecologici e sostenibili si accosta all'attenzione per arredi trasformisti e componibili. Spazio allora a forme semplici e essenziali ma adattabili, con divani e librerie modulabili per assecondare le esigenze di consumatori sempre più eclettici. È il caso del mobile modulare Container, disegnato da Alain Gilles per Casamania. O di FlexVase, firmato dal duo Arjan van Raadshooven e Anieke Branderhorst. Si tratta di un vaso con il collo intercambiabile, che può essere adattato a una rosa come a un mazzo di fiori più voluminoso. Piccoli e grandi segnali che dimostrano il desiderio dei consumatori per oggetti "flessibili".

PICCOLI DISTRETTI CRESCONO - Resta tuttavia acceso il dibattito sui distretti creativi milanesi. Dove trovare vera innovazione? Senza dubbio nella storica Zona Tortona non mancano grandi firme e giovani propositivi. Ma bisogna ammettere che molte delle idee più fresche e interessanti arrivano dal nuovo polo di Ventura Lambrate, punto di aggregazione per designer e studenti talentuosi. Forse l'unica pecca è la sua posizione: l'essere così decentrato evita l'affollamento tipico di location più centrali, ma certo non aiuta a guadagnare popolarità.

Milano si riconferma capitale internazionale del Design, con presenze provenienti da oltre 150 Paesi. Ma questa è solo la tappa intermedia di un percorso che si annuncia ancora lungo. Il network MIND (Milan Network for Design) intende infatti lavorare alla creazione di un Incubatore del design, per far nascere nuove imprese del settore. Sarebbe il sesto incubatore dopo quello dell'Alimentazione e del Gusto, delle Biotecnologie e Scienze della vita, dell'Energia, dell'ICT e della Moda. Una scelta necessaria, perché anche questo talento italiano va protetto e coltivato.
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