Curiosità

Sulle tracce dei gipsy indiani

Danze Orientali allo Spazio Portello

Lo spazio Portello ospita, questo sabato, grandi artisti di danza orientale.
Lo spettacolo prevede un percorso che accompagna lo spettatore attraverso le varie tappe dei mutamenti artistici  dell'originaria danza indiana.

Sono quattro le esibizioni che rappresentano i cambiamenti di questa antica danza, dovuti allo spostamento, verso Occidente, dei gipsy indiani.
Avvicinandosi all’Europa, i gipsy indiani si divisero in due tronconi: il primo si stabilizzò in Ungheria, il secondo procedette verso il Medio Oriente, l’Andalusia e il nord Africa.
L’antica Bharata Natyan sarà interpretata per prima da Surya, giovanissima danzatrice italiana, esperta in questa disciplina.
Numerose sono le leggende che narrano la sua nascita, ma, leggende a parte, quel che è certo è che questa danza ha più di 4000 anni e che, attraverso i viaggi degli indiani, si è fusa e arricchita, fino a dare origine a danze che, oggi, non sospetteremmo mai abbiano origini comuni. Un solo esempio: il Flamenco. A ben guardare, i punti in comune tra la danza spagnola e quella indiana, soprattutto il Kathak (figlia della Bharata Natyan), sono tanti, ma questi sfuggono allo sguardo dei profani. I piedi danno il ritmo e rappresentano uno strumento di percussione e i passi sono nervosi e complicati, ma le braccia si muovono con molta eleganza; il dialogo tra danzatori e musicisti e l’improvvisazione sono fattori determinanti; i danzatori alternano momenti in cui seguono il ritmo individualmente ad altri in cui sincronizzano il tempo.
I temi della Bharata Natyan si ispirano alla mitologia e alle leggende di eroi e dei. I miti affondano le radici nella tradizione vedica, nei "Purana" e traggono spunto anche da poemi quali il "Mahabharata" e "Ramayana", racconti per lo più simbolici.
Segue un’esibizione di Katak, interpretata dal ballerino Kamal Kant. Questa disciplina, come si è detto, più giovane della Bharata Natyan, subì delle influenze persiane e musulmane e, dall’originario ruolo di danza rituale, divenne danza di intrattenimento di corte. Il termine deriva dalla parola Katha che significa “cantastorie”. Infatti sono proprio i cantastorie ad aver dato origine a quella che oggi costituisce uno degli stili di danza più affascinanti dell’India.
I racconti cui si ispira sono i poemi epici quali "Mahabharata" e "Ramayana" e ai "Purana"; vi si narra il sacro amore  di Krishna per Radha e per le sue pastorelle.
Segue un’esibizione di danza mediorientale con Irene Vargas. Con la sua interpretazione, la danzatrice vuole rispecchiare i punti di contatto tra le antiche danze indiane e le tradizioni mediorientali, fusesi all’arrivo degli indiani in Medioriente.
Ultima, un’esibizione di flamenco, l’irruenta danza gitana che sembra aver origine dal Kathak indiano, portato in Spagna dai gitani, attraverso l’Egitto, intorno al 1420.

Area Portello – Fiera Mi
Via R. Serra

Inizio
Ore 21.30

Ingresso
Euro 2.50

Vedi anche l'intervista a Surya

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