Scemo di Guerra

Ascanio Celstini e Roma Liberata. Al Teatro Verdi fino al 24 ottobre

Se il teatro è parola pura Ascanio Celestini è puro teatro. Il giovane autore-attore romano arriva a Milano con il suo nuovo spettacolo e ci stupisce per la maturità artistica raggiunta, la capacità  di prenderci e di portarci nel suo fiume verbale-narrativo è dopante, droga affabulante allo stato puro.
Lui è lì, solo sulla scena, inizia a raccontare con quell’aria innocua e ossessiva con cui i vecchi raccontano gli episodi che hanno fatto le loro vite, seduto su una anonima sedia, di quelle che trovi nei circoli di quartiere dove l’unico rumore è quello del tempo che passa.

Invece  il fiume della Storia, quella con la S maiuscola, che però ha dentro mille storie segrete mai raccontate, improvviso arriva come un’onda di piena che con se porta ogni cosa trovata sul suo cammino e ci travolge. Ci trasformiamo così nelle decine di personaggi che popolano i fatti che Ascanio racconta presi in prestito dagli anziani della sua Roma o da suo padre, come questo Scemo di guerra che altro non è se non la storia del 4 giugno 1944, quando suo padre bambino vede la capitale liberata dalle truppe alleate.

Infatti in un finale, quasi alla Beckett, non è la voce del narratore vivente a salutare il pubblico, ma la voce registrata del padre di Celestini che racconta la liberazione di Roma. Ne esco stordito e gioioso come solo il camminare per le vie, grondanti di pagine e pagine della grande storia, della città eterna mi può ridurre. Questo è il teatro di Ascanio Celestini e il Teatro Verdi non poteva cominciare la sua nuova stagione in modo migliore.


di Marcello Sinigaglia

Teatro Verdi

Orario
Feriali Ore 21
Festivi Ore 16.30

Ingresso
Con Milanodabere CARD Euro 9 invece di Euro 14
Intero Euro 14
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