Pirandello

"Patente" e "Bellavista" di Pirandello in due atti al Teatro Olmetto

Al teatro Olmetto sono in scena, fino al 25 gennaio, due atti unici di Pirandello, tratti da altrettante novelle dell'autore siciliano: "Patente" e "Bellavita".
Cinque attori si alternano sul palco per dimostrarci i limiti e le fragilità dell'essere umano, con una morale agrodolce e pungente.

Bellavita è il marito cornuto di una pasticcera venuta a mancare da poco. Le circostanze farebbero pensare che, morta la donna, marito
legittimo e compagno illegittimo non abbiano più nulla da spartire. Ma Bellavita mette in atto la più crudele e proverbiale delle vendette:
il perdono! Perdono che manifesta in continuazione con riverenze, scappellamenti, omaggi e visite di cortesia.
Pensate al ribollir di bile dell'amante e a quanto sia azzeccata, coraggiosa, inusuale ed efficace questa rivalsa!

Patente invece racconta di un uomo distrutto dalle maldicenze, evitato da tutti e salutato costantemente da esplicite toccate di parti intime: un capro espiatorio della cattiveria umana.
Ora, chiunque spergiurerebbe la propria normalità, si proclamerebbe innocente ed estraneo alla iattura. Non Pirandello, e neanche il suo
personaggio, che anzi trova in questa disgrazia una professione redditizia, in barba all'ignoranza delle superstizioni!

Pirandello come al solito non delude, rappresentando con un linguaggio d'altri tempi delle situazioni eterne e universali, dei caratteri veri e sempre attuali.
In questa logica, la scenografia diventa quasi un accessorio, un di più che non aggiunge nulla alla rappresentazione, che è tutta nella recitazione, negli sguardi, nelle smorfie e nella voce dei protagonisti, spontanei e credibili dall'inizio alla fine, sia nel farci sorridere che nel farci riflettere!

Regia di Eugenio de Giorgi.

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