Curiosità

Musicstop: ora il jazz si ferma qui!

Milano tira fuori dai santuari la musica jazz per farla tornare ad essere popolare, nei locali ma non solo

Ogni tanto serpeggia a Milano il tentativo di fare uscire il jazz dai santuari. Si tratta sì o no di musica popolare, o di una partitura elitaria? "Il jazz è musica popolare che si presta bene a tipologie di spazi diversi. Occorre smetterla di fare il filo alla solita idea che ci spinge ad andare in quei due o tre posti per ascoltare musica jazz", replica Rocco Pandiani, curatore e promotore di Fermata Jazz. Insomma, con un progetto culturale che porta il jazz in diversi locali, Pandiani è uno che le sfide le sa affrontare. Cosa ci faceva qualche tempo fa  un sassofonista d’eccezione come Paul Jeffrey tra le mura dello Shocking? Lì ti saresti aspettato un bel dj set, una seratona movimentata, punto e basta. Invece, il pubblico ha gradito questa vestizione temporanea della location dei Bastioni di Porta Nuova.

APERITIVO JAZZ -
Tuttavia, si potrebbe fare di più. Smetterla con la nostra sindrome provinciale di metterci alla ricerca insistente del big da cartellone e trovare posticini in cui valorizzare jazzisti emergenti su una linea più europea. “Non sono una cultrice di jazz, ma un’appassionata – ci racconta Caroline Denti di California Bakerye mi sto sforzando di mettere in piedi un mini cartellone che dia spazio a chi si avvicina al jazz per passione”. Da alcuni mesi, infatti, il locale di via Larga ha in programma ogni due settimane un Aperitivo Jazz: si gusta un calice di vino e le goloserie della location e, allo stesso tempo, nella location si propaga buona musica dal vivo. "Ci piacerebbe che anche un locale come il nostro – conclude la brillante manager – diventasse un rifugio insolito anche per gli appassionati di jazz".

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- Una voce femminile fa uno slalom di cover jazz e si guadagna la fiducia dello spettatore.
È quella dell'emergente Rosalba Piccinni, che di giorno fa la fioraia e di sera si dedica alla musica. Rosalba è anche lei dell'opinione che il jazz non può essere imbalsamato, tanto da lanciare una provocazione. Nel suo negozio di fiori in Via Broggi offre periodicamente ai clienti delle jam session pomeridiane. È questa la buona volta che Milano torni ad essere più "jazzata" del solito, ovunque e senza la puzza sotto il naso? 

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