Mucche in città: sogno o son desto?

Tra i verdi prati dei parchi della città si aggirano poco misteriose creature. Non disturbare, stanno lavorando (anche per noi)

Verrebbe da pensare a un Pesce d'Aprile fuori stagione. Chi quest'estate deciderà di fare un salto a Torino per una gita fuori porta, attraversando il Parco della Rimembranza o quello del Meisino vivrà incontri da far sgranare gli occhi.

PLACIDI DIPENDENTI PUBBLICI - Il motivo di tanta sorpresa è molto semplice quanto insolito: il Comune della città ha deciso di delegare la cura del verde pubblico ad alcuni tosaerba a basso impatto ecologico e a costi contenuti. Dallo scorso aprile sono state nominate addette alla manutenzione di alcuni parchi cittadini mucche e pecore.

MAMMA GUARDA: UNA MUCCA! - Probabilmente cittadini e turisti non saranno gli unici stupefatti dall'evento, che dire infatti delle bestie incaricate, abituate a ben altro pascolo? In ogni caso, l'iniziativa rimane lodevole, poichè, come sottolinea il Comune, il bestiame sarà "un valido supporto per lo sfalcio dell'erba, il contenimento delle malerbe e per la concimazione del terreno". Per i curiosi che vorrebbero vedere al lavoro i placidi buoi o le candide pecore, si suggerisce di visitare, oltre ai già citati Parco della Rimembranza e del Meisino, anche Parco Colonnetti e Parco Piemonte Occorre ricordarsi di rispettare alcune precauzioni e norme appositamente segnalate, come tenere i cani al guinzaglio e, naturalmente, restare al di qua dei recinti dove bovini e ovini sono all'opera per la tutela del verde cittadino.

PASCOLARE IN CITTA'-  A dire il vero, questa iniziativa non è del tutto nuova: nel 2000 scattò un'operazione analoga,tuttavia più limitata. Allora si trattò di sole 7 pecore e un agnellino, mentre oggi la squadra si è rinforzata, contando circa 40 mucche e ben 700 pecore. Insomma, questa volta si fa sul serio: per permettere la realizzazione del progetto, è stata messa in atto una vera e propria transumanza dalla cascina di Chieri fino in città.

In autunno gli animali torneranno nelle loro stalle. Insomma, che i greggi o le mandrie si muovano dai monti verso i litorali o da Torino alla provincia limitrofa, riecheggia il verso del buon D'Annunzio: "settembre, andiamo, è ora di migrare".

 

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