Madredeus

Tra fado e folk moderno incantano La Milanesiana, nel segno della rinascita e del coraggio

L'ATTESA - Una lunga serata incentrata sul tema della rinascita, del coraggio di affrontare la vita con le sue difficoltà e le sue bellezze. Breve introduzione di Lina Sotis che parla dei baci, quelli socialmente importanti, ed ecco che Edoardo Nesi presenta gli ospiti. Feranda Pivano, figura di rilievo nella scena culturale italiana, protagonista e testimone dei più interessanti fermenti letterari del secondo '900, amica, ambasciatrice e complice di autori leggendari, quali Ernest Hemingway. Jay McInerney, scrittore statunitense che vive a New York ed è considerato uno dei più importanti autori del brat pack, che ha letto un estratto del suo libro "Good Life". Wim Wenders, regista tedesco di storici film come "La lettera scarlatta", "Al di là delle nuvole", "Lisbon Story" e "Buena Vista Social Club", che ci ha accompagnati dentro al cuore di "Land of Planty" attraverso la musica, introducendo poi l'attesissima esibizione dei Madredeus.

MADREDEUS - Uno speciale connubio tra le influenze del fado e la musica folk moderna. Un canto di fata ammaliatrice che s'insinua nei sogni dell'umano dormiente, risvegliandone le dolci malinconie. Storie di Lisbona, di un Portogallo antico, ma ricco di germogli innovativi, pur rimanendo legati alle tradizioni. Arrivano finalmente sul palco i Madredeus illuminati dalla bella Teresa Salgueiro, musa ispiratrice di Wim Wenders. Nella serata della Milanesiana ci hanno regalato una scelta dei loro successi più recenti, incantando con atmosfere rarefatte e di un luminoso onirismo. La loro storia inizia nel 1985 con le prime sperimentazioni a due chitarre. Nel 1986 incontrano Teresa, che a soli 18 anni si dilettava nel cantare classici del fado in un bar del Bairro Alto, quartiere storico di Lisbona, e diventa l'indiscussa voce solista del gruppo. Il nome del gruppo ha origine dal fatto che le prove avvenivano in un convento chiamato Madre de Deus. Nel 1987 viene pubblicato il loro primo disco "Os dias da Madredeus". Seguirono "Existir", e "Lisboa", poi (nel 1994) "O Espirito da Paz", e nel '95 "Ainda", con la colonna sonora di "Lisbon story", il film di Wim Wenders, che li proietta sulla scena internazionale. Lavorando fuori dal Portogallo, le radici fadiste si assottigliano, e la band (che nel frattempo ha cambiato alcuni componenti e si è strutturato in quintetto) si dedica ad una musica più raffinata e meno connotata etnicamente. Registrano in Italia "O Paraiso" (1998), poi "O Porto", nel 2000 "Antologia", "Palavras cantadas", e nel 2001 "Movimento", fino a "Electronico", "Euforia" e "Um amor infinito".

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati