La Notte dell'Anima

Nelle pagine di Lucus Angitiae le atmosfere del meraviglioso film di Christopher Nolan

"Si rese conto che avere quei due – e ora tre – tipi dentro casa non gli dava fastidio per niente. Anzi… Lui che le persone le aveva sempre un po' snobbate, ritenendolo molto poco interessanti e stimolanti, ora si sentiva attratto da queste, aveva voglia di parlarci, conoscerne la storia. Forse solo perché stava investigando sulla loro morte. O perché erano decisamente fuori dal comune. O tutt’e due le cose assieme. Fatto sta che si sentiva vicino a loro come a nessun altro in passato. E questa sensazione gli si era insinuata nell’animo già da quando li aveva ritrovati stesi a terra, privi di vita, senza nessun indizio che facesse presupporre miracolosa resurrezione."

Fin dalle prime pagine di Lucus Angitiae ci sembra di ritrovare le atmosfere del meraviglioso film di Christopher Nolan, Memento, quel medesimo lento ricostruire, pezzo per pezzo, la sottile macchina del dolore e della rabbia che porta un uomo a trovare inconsciamente la sua vendetta. La vera protagonista di questo thriller psicologico è la mente di Domenico Abate, poliziotto della capitale appena promosso ispettore di un minuscolo commissariato nell’appennino abruzzese, Cocullo, in provincia de L'Aquila. Abate teme incosciamente quel nome, Cocullo e non sa il perché, per lui è un paese sconosciuto come per molti dei suoi colleghi; e allora perché quel leggero fremito nelle pupille quando ha letto sulla lettera d’incarico la sua destinazione? Poco dopo il suo arrivo nel piccolo paese dell’aquilano Abate si troverà da un lato a investigare su alcuni misteriosi omicidi, e dall’altro a cercare di dare un nome a uno strano malessere interiore che si sta risvegliando in lui e a cui non sa associare alcun ricordo. E in uno di questi momenti d’incertezza incontrerà "la bambina che parla come un'dulta", un'allucinazione o uno spirito che lo tortura, che fa serpeggiare in lui la paura e il rimorso e che pian piano gli fa rivivere nei suoi sogni ricordi che dovevano restare sopiti. Così, a cavallo tra la realtà e la superstizione popolare, inizia il viaggio di Domenico Abate attraverso le leggende sulla antica dea Angizia, colei che può guarire il morso di un serpente, ma è al contempo una divinità funeraria, collegata alla mancanza di "luce", ovvero della "notte dell'anima".

Lucus Angitiae di Paolo Condemi de Felice
Edizioni Il Filo – Euro 13,00 pag. 150

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