La Dieta Mediterranea Patrimonio dell'Unesco

La Dieta dell'Umanità

L'alimentazione mediterranea è Patrimonio dell'Unesco

Non si tocca. Ma si gusta. Non si vede. Ma fa sentire bene. È la Dieta Mediterranea, ufficialmente proclamata Patrimonio Immateriale dell'Umanità dal comitato intergovenativo dell'Unesco, riunitosi a Nairobi lo scorso 16 novembre. Un bel successo per l'Italia, che, accanto a Spagna, Grecia e Marocco, si è lungamente battuta per una candidatura che aveva poco di tangibile ma molto di culturalmente commestibile.

E allora eccoli il pomodoro, l'olio, il vino, la pasta, il pesce, la verdura, la frutta, i formaggi freschi, i legumi e i cereali entrare, non nella lista della spesa, ma nella Lista per eccellenza, quella siglata Unesco e portata sul podio del Pianeta Terra. Con un primato assoluto, visto che la dieta mediterranea è la prima filosofia alimentare tradizionale a entrare nel prestigioso elenco mondiale, accanto all'opera dei pupi siciliani e al canto a tenore sardo, alla calligrafia cinese e al capodanno islamico, al tango argentino e al flamenco andaluso.

Ora però un passo indietro. A chi si deve la scoperta dei benefici effetti del mediterraneo stile di vita, frugale e stagionale, conviviale e salutare? A un americano (della serie "nemo profeta in patria"): il nutrizionista-ricercatore statunitense Ancel Benjamin Keys, che, per una quarantina d'anni, ha sperimentato le virtù dell'extravergine e dei piatti poveri, soprattutto di grassi. Dove? Nel bel Cilento, in quel di Pioppi, nel comune di Pollica. Proprio laddove è stato ucciso il sindaco Angelo Vassallo, il quale aveva sostenuto con convinzione il progetto Unesco e al quale è stato dedicato l'importante riconoscimento.

E ora un passo avanti. Le prossime candidature italiane sono per l'arte della pizza napoletana e per la coltivazione ad alberello dello zibibbo di Pantelleria. Rimane solo un dubbio. Nel corso del vertice keniota anche la gastronomia francese si è vista promuovere a tesoro dell'umanità. Non è che adesso foie gras, crêpe, escargot ed entrecôte vadano a cozzare (beate cozze!) con olive, ortaggi e pesci azzurri?

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati