L'Arco di Cupido

Innamorarsi, a primavera, di se stessi, dei segreti nei monumenti della città partendo dall'Arco della Pace

Svegliati, è Primavera. Il sole scalda la pelle timida, i turisti coreani sono maggiori di quelli giapponesi, girano a cerchio o in fila indiana, guardano quelle mura che sembrano così solite ai nostri occhi. Un enorme castello che ha per strascico un parco vasto e verde, in fondo un Arco della Pace che ha ai suoi piedi una piazza muta e vuota. E' strano quanto poco passaggio possa esserci qui, nel pieno centro di Milano.

NEL CASTELLO - A gran voce le mostre a Milano, si fanno spazio con gomiti e grafiche accattivanti, location futuristiche e sponsor ingombranti. In sordina, si fa per dire, il Castello Sforzesco si prende la briga di una mostra unica, tutta dedicata a Edmondo Dobrzanski il grande artista contemporaneo svizzero che rende il colore scultura cubica su tela. Simulando un Robert Redfort d'annata in a Piedi nudi nel Parco, attraversate il Sempione, fra studenti sprovvisti di libretto universitario, nobili decadute milanesi a spasso con il pincher, architetti pensosi e velocisti in bici.

PACE ITALO RUSSA - Davanti al biancore dell'Arco della Pace quiete, l'ora del pranzo vi svela una realtà intima e coinvolgente, fatta di sorrisi e caldi profumi condivisi da tutti. Nella controporta a destra dell'Arco è custodita la Trattoria dei Reduci, circolo e ritrovo che si spinge nella storia della città, fatto di un'atmosfera semplice, vecchia Milano per intenderci, con carte da gioco e amari. Cotoletta e pastasciutta con michette, quartino di vino e torta di mele riconciliano con il mondo, prendete un caffè fra i sorrisi da dietro il bancone e lasciatevi investire dal sole. Se non avete abbondato lì vicino c'è la Russia ad aspettarvi. Il Bagno Russo, sbirciando fra le vetrate colorate, vi stuzzica, mani, pressioni ed elementi naturali, tutto si concentra sul vostro corpo, il corpo si scioglie sotto le guglie del Cremlino e dalla Russia con amore, cartoline anche esotiche: al Bagno Russo potete scegliere anche speciali massaggi hawaiani, giapponesi e svedesi. Rigenerante.

I QUESITI DELL'ARTE - Scrocchiandovi il collo scegliete la via della conoscenza. In Triennale il bookshop mette in mostra il meglio del design e dell'arte contemporanea, italiana e non solo. Cataloghi immortali di living ed architettura dall'estetica sublime, riviste internazionali e per addetti ai lavori, cataloghi delle mostre attualmente in corso e oggetti feticcio di design, per concludere con le geniali e tenere verità di Bruno Munari. I suoi libri tra fiabe e saggi indagano il reale e la bellezza. Usciti di lì, un bicchiere al Just Cavalli Cafè, in puro stile dello stilista toscano con Torre Branca che vigila per bene. Ad un passo c'è il CRT - Teatro dell'Arte, quando il teatro vigila sul futuro. Dal 27 al 30 marzo torna a casa una grande opera di Bolev Polivka: suo il Don Chischotte messo in scena dalla Filarmonica Clown, l'anelito ceco copre il cielo di Milano, i mulini a vento non conoscono sconfitta, ieri come oggi.

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