Curiosità

Jon Hendricks

Professore o Maestro? Jon Hendricks al Blue Note fino al 5 giugno

I migliori whishy sono meno famosi dei whisky mediocri. Jon Hendriks, uno dei piu’ grandi vocalist della storia, e’ meno conosciuto di tanti cantanti mediocri. E’ anche meno famoso degli artisti che ha influenzato come Al Jarreau e i Manhattan Transfer. 
Secondo Dick Sutro del Los Angeles Time “se vi interessa la voce, dovete avere almeno un album del trio guidato da Jon Hendricks (Lambert, Hendricks and Ross).

Perche’, invece, molte persone non si sono mai poste il problema di procurarsi un  album di Jon Hendricks?
Probabilmente il pubblico ama i cantanti. Hendricks non e’ un cantante, ma un vocalist. Il cantante usa le parole. Il vocalist usa la voce come uno strumento. Qualche volta ci mette le parole, ma altre volte improvvisa melodie e suoni senza parole. Questa tecnica e’ comunemente definita “scat”. Ella Fitzgerald e’ la regina dello scat. Jon Hendrick, erroneamente definito da alcuni “l’ equivalente maschile della Fitzgerald” non canta in stile  scat , ma in uno stile da lui stesso inventato e definito vocalese. Hendricks mette le parole agli assolo dei musicisti.

E poi canta il solo di sax, di tromba, di contrabbasso. Ascoltate “Another night in Tunisia” sull’ album Vocalese dei Manhattan Transfer che ha vinto sette Grammys se non  lo conoscete!  
Quando Hendricks, che  ha 84 anni, andra’ in pensione il trono di re del vocalist potra’ essere ereditato dall’ allievo Bobby McFerrin. Ma Hendricks vuole andare in pensione?

Alle 21 e 20 arriva lui, cappello da capitano di marina e bizzarro abito in raso  giallino oro. Dopo uno swing di Count Basie introduce Mood Indigo di Ellington. Deve ancora scaldarsi. Su Blackbird si incomincia a sentire qualcosa che assomiglia alle sue incisioni di molti anni fa. Mentre improvvisa finge di suonare un sax tenore. Il pubblico lo incoraggia.
Si siede e annuncia “adesso vi porto in Brasile”. Parte un ritmo di bossa medio veloce. Jon canta a modo suo. Finge di suonare il flauto traverso. Niente saudade. Sicuramente Al Jarreau si e’ nutrito di questo sound  prima di incidere l’ album Glow alla fine degli anni ’70.

Si ritorna allo swing e il pubblico batte le mani. Fortunatamente a tempo.
Introducendo una ballad cita Frank Sinatra e canta da cantante jazz, ma solamente per due minuti.
Parla di quando era studente. Studiava giurisprudenza. Cita il suo incontro con Art Tatum e con Charlie Parker . Parla di Toledo in Ohio dove vive e insegna all’ universita’. Dice che Lambert Hendricks and Ross sono stati il trio vocale piu’ importante mai esistito. Si prende in giro o ci crede?

Introduce sul palco la moglie Judith e Joel Hazard con i quali dice di voler ricreare il sound del trio. Ci prova con April in Paris che suona stridente come in un musical di Broadway. Il trio non convince totalmente. Non regge  il confronto con la potenza, l’ esuberanza, gli arrangiamenti vocali di Manhattan Trannsfer, New York Voices, Take 6 e altri che in un modo o nell’ altro da Hendricks sono partiti e a questo grande vecchietto devono tutto.

di Virginio Bertone

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