Il ritorno del Buddha Bar

All’Armani Privé di via Manzoni la presentazione della settima compilation

Il mercato discografico è in crisi e questa non è la scoperta. Tuttavia, le compilation tengono ancora testa. E lo dimostrano le vendite della Buddha-Bar, la compilation che ci riporta il meglio delle sonorità della musica world ed elettronica.
Ieri, nell’elegante cornice dell’Armani Privé, è stato presentato il settimo volume. Erano presenti naturalmente i due deus-ex machina di questo viaggio musicale: i dj Ravin e David Visan, oramai entrati a far parte del firmamento dei divi d’oltreoceano. La maggior parte dei brani di questa compilation sono inediti: da Salif Keita a Bebel Gilberto, da Les Negresses Vertes a José Padilla.

Per la musica continua ad essere l’incontro di diverse sensazioni – ci spiega David Visan – Non amo pezzi completamente electro, ma preferisco sentire anche la presenza di strumenti acustici che diano un qualcosa di umano alla musica”.
La prima parte del settimo volume del Buddha-Bar è intitolata “Sarod” ed è una miscellanea di suoni brasiliani, vietnamiti, ungheresi, indiani e del mali. La seconda parte, “Sfrangi”, è un riverente omaggio a Ustad Sultan Khan che evoca atmosfere etniche ed elettroniche con il contributo di artisti come King Britt, Tito Rodriguez e Mabagaya Project.

Dopo la presentazione alla stampa e ai media, spazio alla mondanità con una serata di musica, ospiti e modelle. Non sono mancate le polemiche per chi non riusciva ad entrare o magari non si ritrovava nella lista degli accreditati pur avendo l'invito cartaceo. Ma si sa che la mondanità ha un duro prezzo da pagare: aspettare con pazienza sotto il gelo rigido milanese, con l’ennesima illusione che le mancanze organizzative non si ripeteranno.

di Rosario Pipolo

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