Curiosità

Gianna Nannini alla Salumeria

La trasgressione musicale di Gianna Nannini irrompe nello spettacolo di Carlo Fava

Certo che l'atmosfera alla Salumeria della Musica è sempre molto calda e familiare, fra quei prosciutti, salami e mortadelle. Oltre a un buon bicchiere di vino. E venerdì 6 maggio il rosso l’ha portato sul palco un’artista speciale, quella che Carlo Fava ha definito una “Meravigliosa Creatura”. La massima espressione della voglia di vivere e di essere: Gianna Nannini.
La Nannini è stata ospite speciale dell’Uomo Flessibile Show, lo spettacolo di Carlo Fava che ha avuto in questa stagione diversi artisti illustri. Una volta alla settimana è stato programmato un suo concerto, ogni volta diverso perché in collaborazione proprio con altri cantanti e musicisti. Ad aprile hanno partecipato tra gli altri Samuele Bersani, Flavio Oreglio e i La Cruz. La prima parte dello spettacolo è tenuto da Carlo con la sua band e la seconda è dedicata all’ospite. Ma solo dopo una bella chiacchierata. Carlo Fava lo definisce “un viaggio nel mezzo della canzone Italiana”.

Gran parte del pubblico accorso venerdì scorso alla Salumeria non conosceva il cantautore milanese ed è stato richiamato a Milano, da tutta la Lombardia, per vedere Gianna Nannini. La sala era stracolma. I posti a sedere esauriti già dalla prima serata. E così in molti hanno avuto l’opportunità di apprezzare Carlo Fava.
Ma  chi è Carlo Fava? Lui stesso si è definito in un'intervista un "cant-attore".  E’ artista molto milanese e il primo impatto è stato quello di aver a che fare con l'erede di Gaber: un po' cantante, un po' cantautore e un po' attore di teatro. Mi ha ricordato molto gli spettacoli di Enzo Jannacci per via di quella sensazione che entrambi riescono a trasmettere: li vedi che sono prima di tutto loro che si divertono un mondo in quello che fanno. E tu non puoi che fare altrettanto.

L’Uomo Flessibile Show è stato creato proprio dopo l'esperienza teatrale del 2004 di "Le Notizie". L'opera è tratta dall'ultimo album dell'artista che è edito dalla Emi. Il tema centrale è quello della precarietà della situazione dell'uomo moderno, quella che viene definita "flessibilità" da chi ci vuole spingere ad un ottimismo forzato.

Ma cos'è questa "flessibilità"? Non si tratta solo di una situazione lavorativa, ma di una realtà che, nonostante la novità e la positività della parola,  rilascia il vuoto spirituale, esistenziale ed anche materiale, la sensazione illusoria di avere in mano una situazione, la propria vita. Ecco "L'uomo flessibile” tanto flessibile che a volte è “invisibile” e gli sembra che gli manchi qualcosa, un pezzetto o “un mezzo chilometro di felicità". Tutto diventa “opinabile” e la famiglia diventa “il luogo del paradosso”.
Ecco allora che mi sono immaginata il protagonista delle canzoni: un Milanese in una casa in uno dei vecchi cortili milanesi, con la sua bella ringhiera, magari sui Navigli. E il suo monolocale dove non manca la televisione. E il Milanese (che può arrivare da tutta Italia e, chissà, anche da un altro Paese) ha un telecomando in mano ed ha quella sensazione di "potere". In realtà ne è fagocitato, se non controllato. Carlo Fava esprime la perdita del rapporto con i propri simili, la corsa verso un obiettivo che non conosce e che non è sicuramente un obiettivo suo ma di chissà chi, una corsa senza perché, né dove. La corsa verso la Fine di se stessi.

Noi avevamo già assistito la settimana prima allo serata con i La Cruz. Anche il quel caso il palco era allestito con tavolino, seggiole di legno da vecchia osteria milanese, vino e fette di salame. Era stato ospite l'amico Poeta "Vincenzo Costantino" detto Chinaski: con il suo cinismo e provocazione ci ha fatto ridere di gusto ... ed anche pensare. Ci è piaciuto molto il suo modo di esprimere ermeticamente la quotidianità. Fava stesso ha definito la sua poesia “leggerezza pensosa".
Gianna Nannini si è inserita molto bene in questo programma così milanese: anche lei ha vissuto a Milano. Ed ha inciso proprio qua i suoi primi album, già appena dopo la metà degli anni settanta. Di strada ne ha fatta molta, combattendo, giovanissima con chi le faceva gli arrangiamenti e la voleva racchiudere in schemi precisi o che non erano i suoi. Eppure sono stati anni duri, in cui il pubblico di certo non la acclamava come è, invece, accaduto venerdì alla Salumeria della Musica. E a vederla sembra che il tempo non sia mai passato per lei. Esprime sempre un’agilità e un’energia non comune. E lei non sì è comportata da star ma ci ha dato l’impressione di essere tra amici. E questo è lo stile che più mi piace degli artisti della Salumeria della Musica. Gianna Nannini ha raccolto i messaggi del pubblico che addirittura intonava delle canzoni tra un pezzo e l’altro: ha accettato le proposte anche non in scaletta e ha regalato anche la bottiglia di vino. Sì, infatti come ho accennato all’inizio, durante la chiacchierata è stato bevuto proprio un vino di 13,5 ° di sua produzione. Lo si può ordinare tramite il suo sito ufficiale. I suoi vigneti sono in Toscana, come da tradizione di famiglia.

Scegliendo di produrre il vino che più le piace, Gianna Nannini ci ha dimostrato la stessa determinazione a non adeguarsi che ha espresso anche nelle sue canzoni e nella sua musica. Beh, Gianna ci ha dato l’esempio di quella che non è proprio “una donna flessibile”.

di Nico Re

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