Curiosità

Asso di Coppa

Bella, tonda e di rosso vestita, la madamigella piacentina sale sulle tavole meneghine

Lei è una dop di razza. Suina, ovviamente. La Coppa Piacentina si ricava infatti dai muscoli cervicali di maiali allevati in Emilia Romagna e Lombardia, ma trasformati rigorosamente in provincia di Piacenza. Dove c'è quel po' di nebbiolina che ben concilia il riposo del rubicondo salume. E quando si sveglia dove va? In bottega o al ristorante, arrivando persino a Milano. Per la gioia dei buongustai.

SUI DESCHI MENEGHINI - Se provarla in loco emiliano è un'esperienza a cui fare la riverenza, non è detto che assaggiarla nel capoluogo meneghino sia meno appagante. Anzi. La ghiotta coppa è protagonista assoluta di uno degli antipasti serviti alla trattoria La Pesa di via Fantoni 26 (tel. 02 4035907), corredata da gnocco fritto (of course), cipolline all'aceto balsamico, peperoni in agrodolce e nervetti alla milanese. E ancora la si può trovare al ristorante Pupurry di via Bertini 25 (tel. 02 34592417), accompagnata a riccioli di burro e pane croccante, peperone lombardo o pasta fillo fritta, nonché al ristorante Old America (via Luigi Sacco 9, tel. 02 36561136), in compagnia della sorellina pancetta. Da consumare in loco o da acquistare e portare a casa, è invece la coppa piacentina di carretti selezionata da Ottimo in via San Marco 29 (tel. 02 62694634). Magari per un aperitivo dop.

IL VINELLO GIUSTO - Indubbiamente un buon Gutturnio dei Colli Piacentini. Un nettare rubino che si ottiene da uve barbera e bonarda, fresco e giovane, da scegliere fra secco o abboccato, tranquillo o vivace. Come più si preferisce. 

GOODNESS - Quattro le fasi wellness che la rendono bella e golosa: peeling con una miscela di sali e aromi naturali (pepe, cannella, chiodi di garofano e altri); relax in frigidarium per almeno sette giorni con massaggio finale e avvolgimento in pelle di sugna; legatura con spago e asciugatura in appositi locali per un periodo di 10-15 giorni (quasi una sorta di sauna leggera), infine, stagionatura per almeno sei mesi a 10-14 gradi centigradi con umidità del 70-80% (insomma, un bagno turco a bassa temperatura). Risultato? Un corpo turgido e compatto, di foggia cilindrica, leggermente più sottile alle estremità e con un peso superiore a 1,5 chilogrammi. Un insaccato in piena forma, la cui fetta risulta di colore rosso vivo, ingentilito da venature bianco-rosate. Al naso presenta un aroma speziato e in bocca risulta sapido e delicato al tempo stesso.

SANE FETTINE - Buona la coppa lo è. Ma fa anche bene? Certo. Lo ho anche dichiarato il professore Giorgio Calabrese, docente di alimentazione e nutrizione umana, nonché volto noto della tv, a un convegno tenutosi nello splendido Palazzo Gotico di Piacenza: "Si tratta di un prodotto garantito, che delizia il palato, che è molto digeribile e che contiene la giusta quantità di proteine e grassi". In altre parole, qualche fettina di coppa la si può mangiare in tutta tranquillità. Senza troppo temere le calorie, visto che in 100 grammi ve ne sono circa 394. Meno del salame.

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