Un giardino di animi gentili

Silvia Dayan ci accompagna per mano attraverso la dolcezza e la forza delle sue donne

Una giornata di nuovo sole in quest'autunno che sta per cedere il posto all'inverno. Passo dopo passo, i miei passi colorati mi hanno portata in un giardino fatto di volti di donna che aprono gli occhi su di noi che li osserviamo, lasciando sbocciare tiepidi e rassicuranti sorrisi.
Il mio sguardo si illumina di brillanti gialli, rosa, blu, viola, verdi, grigi, rossi, dai toni gentili. Donne fuori dal tempo, donne racchiuse in ogni moderna creatura femminile, la cui anima è stata catturata da Silvia Dayan.

Silvia è nata a Buenos Aires dove ha vissuto e studiato, trasferendosi poi in Brasile, in Israele e stabilendosi in Italia. Appena la vedo riconosco che è lei l'artefice di tanta bellezza e subito ci salutiamo come si usa in Argentina, coi due baci. Anima migrante, mi parla della sua vita, di come abbia sempre nel cuore la propria terra e si arriva a discutere di come la gente ti guardi stranamente se sei gentile e non chiedi nulla in cambio, sopratto qui a Milano. Dai modi sinceri, semplici e aperti si intuiscono la sua bella energia, la sua passione, la voglia di comunicare e condividere il proprio mondo con chi la sta ad ascoltare.

Le opere di Silvia appaiono a proprio agio nello spazio arioso e bianco della Pompeo Art Gallery, e l'esposizione è frutto di un lungo ragionamento sulla disposizione dei quadri.
Iniziamo il cammino alla scoperta di queste creature che appaiono incantate, frutto di sovrapposizioni di immagini simili, dalle quali, se guardate a lungo e da un po' più lontano, vedrete emergere l'ombra di un uomo...il doppio della donna. La tecnica usata è complessa: il colore ad olio è steso a pennellate o a pennellate decomposte sul gesso e la tela per poi essere fatto colare con l'acqua.

Il moltiplicarsi delle figure all'interno di uno stesso quadro suggerisce alla mente sogni ad occhi aperti. Ebbrezza dell'animo. Un ricordo vola ai ritratti di Klimt, Picasso e Goya, mentre sulle pareti scorrono le parole delle poesie preferite dalla pittrice, Garcia Lorca, Hikmet, Pablo Neruda, Kahlil Gibran, Talmud, Giovanna La Vecchia, Von Hoffmansthal. Le donne di Silvia conservano, tra le mani giunte ed i fiori nei capelli, quella femminilità, la gentilezza, la riservatezza e la dolcezza che troppo spesso oggi vengono sovrastate dall'ostentazione della carne. Occhi un po' malinconici, un po' misteriosi che esprimono tenerezza materna, commozione, riso, pianto, gioia...Amore per la vita.

La giornata era iniziata illuminata da un triste sole. Poi una mostra di una pittrice argentina mi ha tinta di luce nuova portandomi "A piedi nudi verso l'orizzonte".

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