Umberto Boccioni

Il genio futurista e l'arte plastica a Palazzo Reale

FORME  CHE MUTANO NELLO SPAZIO - Umberto Boccioni è la scultura moderna, specchio perfetto di una società in rapida trasformazione, quella degli inizi del 1900, ma anche la nostra... Le sue opere sono da considerare un vero documento storico. Pittore, scultore, futurista, concepì le forme in mutazione nello spazio. Le fece espandere oltre i loro confini, disegnando nuove prospettive per l'occhio umano, a quei tempi non ancora avvezzo a tali sperimentazioni. Le linee si amplificano; come un sasso gettato nell'acqua, il pennello irradia di colore e materia le figure, scomponendole e lasciando alla mente dell'osservatore il compito di ricomporle. Ma come nasce l'interesse di Umberto Boccioni per l'arte plastica? La mostra a Palazzo Reale, prorogata fino al 25 febbraio 2007, ricrea il suo percorso biografico-artistico, fulmineo e straordinario.

COMPENTRAZIONE FUTURISTA - Pensando alla scultura in modo quasi ossessivo, dal 1912, l'idea di Boccioni è quella di fare risorgere questa arte mummificata, insieme alla pittura. Ne deriva il Manifesto tecnico della Scultura Futurista in cui sviluppa l'idea di compenetrazione tra figura e ambiente. All'inizio la sua scarsa conoscenza plastica lo porta a scolpire "per porre" e non "per levare", modalità da lui adottata anche in pittura. Tali presupposti innovano profondamente le forme plastiche tradizionali e l'inserimento di oggetti reali rompe ogni convenzione accademica. Da questo polimaterismo spinto e concettuale Boccioni passa poi a posizioni più tradizionali, intendendo le forme come insieme di volumi, nature morte o nudi, che attaccano frontalmente i cubisti, accusati di troppa "staticità". In polemica con la grazia classica, Boccioni fu nel cuore di Milano dal 1912, affascinando ialiani e stranieri e rendendo al nostro Paese un ruolo centrale nel dibattito culturale europeo.

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