Saul Leiter e gli scatti dell'indifferenza

Nella mostra "Early Color", alla Galleria Sozzani, gli scatti dal 1948 al 1960

"Amo l'ambiguità nella fotografia... Ammirando questo mondo ho imparato a vedere quello che gli altri vedono e non vedono..."

FRA PITTURA E FOTOGRAFIA - Early Color, alla Galleria Carla Sozzani fino al 6 aprile, propone gli scatti di Saul Leiter, pittore e fotografo americano, realizzati dal 1948 al 1960. L'artista concepisce la fotografia come occasione per rappresentare "un modo alternativo di guardare, di inquadrare gli avvenimenti e di interpretare la realtà". Leiter prende spunto da contingenze improbabili per ricreare attraverso la sua arte idilli urbani, come un pittore in grado di riprodurre contesti metropolitani con inedite prospettive. La pittura astratta resta la sua matrice creativa: assolutamente non convenzionale nel suo approccio formale e cromatico, crea immagini quasi assenti, ambigue e intriganti.  

IL MONDO FUORI FASE - Gli arredi urbani prendono vita in un mondo fuori fuoco e devitalizzato, dove sorridono gli ombrelli prossimi ai riflessi dell'indifferenza, così tranquilla e borghese nella frenesia urbana immortalata dallo scatto fotografico. Non c'è miglior cornice di un'impalcatura muta, del finestrino polveroso di una macchina ferma al bordo di una strada o di una scala stanca e traballante, posta ai margini. Un cilindro bianco e rigido parla appoggiato a una panchina sospesa nell'ombra, mentre una camicia altrettanto bianca prende serafica il sole. Tutto sfugge, si confonde e svanisce. Un piede dialoga più di un volto e un vetro appannato nasconde dimensioni oniriche in un mondo fatto di doppi asimmetrici e disarmonici. 

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