Pensa, scatta, rifletti

In Triennale Bovisa, "Sismycity" racconta L'Aquila post terremoto

News - Cultura
A fine agosto è stata presentata come evento collaterale della XII Biennale di Venezia, ora arriva in Triennale Bovisa. È Sismycity, una mostra fotografica sì, ma non solo. Perché le immagini esposte, scattate a L'Aquila dopo il sisma del 2009, fanno parte di un vero e proprio progetto di comunicazione. Per un anno i fotografi del collettivo fuori_vista hanno raccolto dati e immagini nel capoluogo abruzzese, con l'obiettivo di stimolare un serio dibattito sul territorio e la sua salvaguardia.

Fuori_vista si ispira alla Convenzione di Aahrus, l'accordo europeo che obbliga le autorità pubbliche a divulgare le decisioni in materia ambientale e che tutela l'accesso dei cittadini a questo tipo di informazioni. Scatti di grande e medio formato documentano i danni riportati dagli edifici pubblici e privati e la vita quotidiana degli aquilani dopo il sisma. Le immagini e i dati sono contenuti in un libro pubblicato da Marsilio, insieme a riflessioni e testimonianze dirette degli abitanti.

Parlo con Roberto Sartor, uno dei membri di fuori_vista. "La quantità di fotografie scattate alla città distrutta è stata impressionante: ci siamo dissociati da questa tendenza, adottando un approccio più lento e meditato. Di qui la scelta di limitare il digitale e di utilizzare la pellicola. Non cercavamo fotografie di forte impatto, volevamo fornire materiale visivo che potesse suscitare riflessioni produttive. Per questo abbiamo deciso di rinunciare all'autorialità e di presentarci come gruppo." Ecco perché le immagini non sono firmate: in questo progetto ciò che conta è la fotografia come strumento di analisi e come modo per stimolare la partecipazione attiva dei cittadini.
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