Oriana Fallaci, una donna

Una mostra per scoprire la giornalista, scrittrice, l'essere umano. Una vita vissuta con passione

Al di là di tutto, al di là delle "feroci" polemiche che ha suscitato, al di là del fatto che qualcuno l'abbia amata e a qualcuno abbia dato fastidio, Oriana Fallaci è e sarà sempre una giornalista e scrittrice dalla vita "extra-ordinaria".

PAROLE MUSICALI - Un anno fa Oriana lasciava questo Mondo, regalandoci però i suoi "bambini", i libri di cui tanto si è curata, fin nel minimo dettaglio, ricercando la musicalità delle parole, che, anche quando venivano scagliate come saette, non perdervano la poesia del gesto. "Mia zia sarebbe felice di questa mostra, dal momento che, negli utlimi tempi prima della sua scomparsa, se ne ipotizzava una - racconta il nipote Edoardo - Quando il Ministro Rutelli mi propose quest'omaggio, rimasi molto colpito dall'umanità con cui mi si rivolse, descrivendo Oriana come una grande italiana che ha contribuito a tener alto il nome del nostro Paese. E la storica cornice di Palazzo Litta sarebbe piaciuta molto a mia zia, che amava l'arte."

UNA DONNA - Percorrendo le sale e la storia di Oriana si incontra il viso di una bimba ancora dolce che aiutava i partigiani, dalle chiare trecce, quelle trecce che l'accompagnarono anche nella guerra del Vietnam. Una donna e professionista come poche, dal coraggio sfrontato, che incuteva timore anche agli uomini più burberi e potenti della Terra. Nelle sue interviste riusciva sempre a far dire cose che l'intervistato avrebbe celato. Si scopre la passione per la pittura, per i cappelli e gli occhiali, l'ordine riposto nei temi sui quaderni di scuola. Si bevono con gli occhi alcuni oggetti a lei cari: la foto con sua madre, che gli astronauti portarono sulla Luna, lo zaino e il casco del Vietnam, la bandiera americana regalatale dai soldati, i suoi registratori e la macchine per scrivere. Tutti i libri da lei scritti, gli appunti, le foto dal fronte, con i politici, con le star del cinema e della cultura. Una star fra le star. Viene raccontato l'amore con un uomo, Alekos Panagulis. E le immagini parlano da sole, fra tenerezza di coppia e durezza per le ragioni storiche.

INNO ALLA VITA - La sensazione è quella di trapassare il corpo della Fallaci, in un viaggio, non solo nella sua storia personale, ma in un lungo periodo di storia contemporanea. I filmati e le fotograife dipingono una ragazza ancora serena che diviene una donna innamorata del proprio uomo e della propria "missione", sfidando ogni cosa, un essere umano apparentemente rigido e forte, ma chissà cosa racchiudeva il suo cuore... Basta ascoltare la sua voce che legge Lettera ad un bambino mai nato per capire che l'apparenza non è sempre tutto. Oriana ha sempre scelto la vita, pensando che è meglio nascere e poi morire che non essere mai nati. E questa passione per la vita è tutta da stringere fra le mani nei suoi scritti. Aveva un sogno, la Fallaci... quello di rimanere un po' viva anche dopo la morte, attraverso le sue creature, poichè dai libri nascono i libri, come dalle persone nascono le persone. E alla fine di una mostra così, un giornalista non può non chiedersi se riuscirà a fare bene il suo mestiere almeno un terzo di quanto abbia fatto Oriana.

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