Nobel per la Letteratura a Herta Müller

Premiata "per aver descritto la realtà dei diseredati con la forza della poesia e la franchezza della prosa"

È Herta Müller, scrittrice rumeno-tedesca, il Premio Nobel per la Letteratura 2009. Fino all'ultimo i bookmakers davano un testa a testa fra l'israeliano Amos Oz e l'algerina Assia Djebar, seguiti dall'ormai eterno candidato Philip Roth; alla fine però il comitato ha assegnato la vittoria all'autrice del romanzo Il paese delle prugne verdi, pubblicato in Italia nel 2008 da una piccola casa editrice di Rovereto, la Keller: al momento è questo l'unico volume disponibile dal catalogo Ibs e nei circuiti Feltrinelli e Fnac, al costo di 14,00 Euro. Nel 1992 Marsilio pubblicò In viaggio su una gamba sola, il libro dovrebbe essere ristampato e arrivare in libreria a breve, già entro la prossima settimana.

Nata cinquantasei anni fa a Nitzkydorf in Romania (più precisamente nel Banato Svevo, una regione di cultura tedesca passata alla Romania dopo la seconda Guerra Mondiale), in gioventù Herta Müller fu costretta a riparare in Germania per sfuggire al regime di Ceausescu. Le sue opere raccontano, con straordinaria vivezza e uno stile particolarissimo, la miseria e le difficoltà politico-sociali del suo paese. Premiatissima all'estero, da noi è ancora poco conosciuta, anche se recentemente molto applaudita allo scorso Festival di Mantova. Qualche maligno ha fatto notare la coincidenza della premiazione di una scrittrice di lingua tedesca nell'anno del ventennale dalla caduta del Muro di Berlino. Per la serie: non c’è Nobel senza la sua coda di polemiche.

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