Napoli, anno 2011

Metrò Polis regala l'emozione dell'architettura e un'anteprima della città partenopea così come sarà tra qualche anno

Metro' Polis ovvero la città di Napoli - dai confini sempre più sfumati con l'hinterland, come ogni metropoli di inizio millennio - così come sarà nel 2011: per quella data è infatti prevista la fine dei lavori delle nuove stazioni della metropolitana.

PASSATO E FUTURO A BRACCETTO - I protagonisti della mostra sono i progetti elaborati da architetti di rilievo internazionale che ridisegneranno il panorama di Napoli e dintorni, artefici dell'impresa saranno nomi come quello di Dominique Parrault, Zaha Hadid, Peter Eisenman. Le opere sono ospitate in cinque sale e ciascuna sottolinea l'incontro tra passato, presente e futuro come una costante dei lavori di costruzione. Spesso infatti durante gli scavi gli operai si sono imbattuti in reperti archeologici dell'età romana. In qualche caso le scoperte sono state in qualche modo fonte di ispirazione per gli architetti.

FERMATA DUOMO - E' il caso del progetto della Stazione Duomo creato da Massimiliano Fuksas, che tra l'altro è uno dei più affascinanti del percorso espositivo. Al centro dell'idea sta il concetto di soperta, di scavo, Fuksas sottolinea come l'andar sotto sia un'azione necessaria per portare alla luce qualcosa. Proprio la luce è cruciale nel progetto: velari di carta di riso convogliano la luce solare dall'esterno, dove staranno gli unici segnali della stazione: due grossi cilindri inclinati, due "imbuti" che incanaleranno la luce solare nel sottosuolo, creando un effetto avvolgente nel bel mezzo del via vai di gente.

FIORI E COLORI - Anche l'aeroporto di Capodichino avrà la sua stazione, firmata Richard Rogers, che ha volito creare un pozzo, come lo ha chiamato lui, forse però più simile - dall'alto almeno - alla corolla irregolare di un fiore. Una struttura di vetro e acciaio è la parte visibile all'aria aperta, da cui si accede alle scale mobili  coloratissime che portano fino ai treni. Anche la Stazione dell'Università sarà vivacizzata dalle tonalità dell'arcobaleno, non solo dagli studenti che l'affolleranno. Karim Rashid e Sergio Cappelli hanno voluto creare un ambiente multi-culturale. All'esterno la cultura, dentro la multiculturalità. La prima rappresentata dalle frasi degli antichi poeti scritte sulla pavimentazione, dove si farà spazio ad ampi pazi di sosta, ristoro, lettura o ripassata prima di un esame. Le aree sottostanti saranno invece occupate da installazioni, pavimenti colorati a stampa, pannelli video.

SFIDA ECCITANTE - Ancora una volta la Triennale ha voluto rendere omaggio all'Architettura, consapevole del fascino intramontabile che esercita. Come la scultura modella lo spazio, lo cambia, lo riempie, ci gioca. Ma ogni prodotto architettonico deve tenere in considerazione anche il paesaggio umano a cui andrà incontro. Ogni edificio deve saper ospitare una dimensione intima, mentale ed emozionale, ed una estrena, urbana. Una sfida eccitante per chi fa architettura, una riflessione in più per chi la vive ogni giorno, tra stazioni, palazzi, uffici e casa sua. 
© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati