Museo d'Arte Contemporanea per Milano

Daniel Libeskind progetta la futura tana dell'arte strizzando l'occhio a Leonardo e alla tradizione milanese

Là dove c'era la Fiera, domani ci sarà il Museo di Arte Contemporanea di Milano. Quel domani sarà la primavera del 2011, al termine cioè del mandato dell'Amministrazione Moratti, ed è proprio questa la promessa del sindaco e degli Assessori Sgarbi e Masseroli: riuscire a rispettare i tempi.

LA PAROLA A LIBESKIND - L'ipotesi di un museo interamente dedicato all'Arte "creata" dagli anni '70 ad oggi era da molto nell'aria, tanto che si pensa(va?) di costruire l'edificio a Sesto San Giovanni su progetto di Renzo Piano. La Triennale e il Comune si sono mossi prima a quanto pare, affidando i lavori al "maestro" Daniel Libeskind, che con questa nuova costruzione mette a segno un altro bel colpo nel suo già ricco curriculum. "Sarà il Museo d'Arte Contemporanea migliore al mondo: penso che i musei nelle altre grandi città non abbiano un forte legame col territorio. Non sarà così per Milano". In passato, Libeskind visse a lungo in città, il che fa ben sperare.

A MISURA D-UOMO - Intanto però a parlare è il progetto: ispirato all'Uomo di Vitruvio di Leonardo, la forma dell'edificio si sviluppa da un quadrato in torsione. In questo modo le linee rette si sposano con quelle curve, in un tutto armonico che si affaccerà al cielo con un giardino pensile, mentre nel piano sotterraneo sorgeranno le terme. "Milano sorge sull'acqua - ribadisce Libeskind - Pensiamo ai Navigli... Ma anche le terme rientrano nell'idea di creare un Museo in cui centrale sia l'elemento umano". Accessibilità, funzionalità e flessibilità degli spazi sembrano essere le parole d'ordine. Il Museo sarà costruito con la stessa pietra di cui è fatto il Duomo, quindi niente vetrate mitteleuropee, ma - dopo Leonardo - un altro forte collegamento con la tradizione culturale meneghina.

MILANO COL CUORE IN MANO - Già, non dimentichiamoci della cultura e dell'arte. Le opere dei maggiori nomi oggi in circolazione non costano poco e il Comune confida dunque nelle donazioni e nelle collaborazioni con i tanti galleristi, collezionisti e le tante fondazioni della città per colmare le stanze progettate da Libeskind. "Milano col cuore in mano", si diceva una volta, e domani toccherebbe all'Arte Contemporanea beneficiarne. E con lei tutti coloro che ne sono appassionati.

 

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati