Cultura

Muri parlanti

I Diesel Wall 2007 di Milano, Pechino, Toronto e Copenaghen, tra filosofia e arte

Quante cose può rivelare un muro, quante idee può ispirare... Per la IV edizione del Diesel Wall son ostate inviate oltre 1.000 opere da tutto il mondo. Un'opportunità unica, per giovani artisti e designer internazionali, di esprimere il loro talento e mostrare i propri lavori attraverso gigantesche pareti verticali al centro delle più importanti città. Per la prima volta, l'edizione 2007 ha visto la presenza del Diesel Wall in tre diversi continenti con i nuovi muri di Pechino, Toronto e Copenhagen, oltre a quello storico di Milano.

MILANO: ORIENTE E OCCIDENTE - Da fine giugno al 31 agosto, lo storico Diesel Wall di Milano, situato di fronte alle Colonne di San Lorenzo, presenterà l'opera Tramonto di Massimo Falsaci. L'installazione propone una riflessione sul rapporto tra occidente e oriente e mostra sui 360 mq verticali l'immagine di un bimbo dai tratti orientali che si affaccia curioso oltre il muro. Nell'opera l'artista si chiede se l'oriente sia "un obiettivo da raggiungere o un mercato da conquistare, il nuovo che avanza o la prossima frontiera, un legame o un vincolo? E forse bisognerebbe rispondere a questo interrogativo proprio attraverso un punto di vista orientale". Il muro, non solo limite fisico, ma anche simbolo dei condizionamenti culturali e storici. Il bimbo rappresenta dunque la filosofia orientale mentre il muro quella occidentale. Alba e tramonto si legano indissolubilmente proprio come oriente e occidente, di cui sono quotidiana metafora. La piccola testa orientale rappresenta l'alba del nuovo giorno che non troverà compimento se non grazie al tramonto ad occidente. Artista piemontese, Massimo Falsaci vive e lavora a Canobbio (Verbania), dove è nato nel 1974. Le sue opere rientrano in quella che viene comunemente definita "nuova figurazione", un nuovo modo di intendere l'arte figurativa in cui emerge chiaramente la cultura dell'immagine tipica dei nostri tempi e l'influenza dei mass media.

PECHINO: L'ANTICA ARTE DELLA CALLIGRAFIA - Sul muro di Pechino verrà installata, da metà luglio a metà settembre, l'opera Better to keep silence di Chui Chi Tang. L'ispirazione da cui nasce questo lavoro arriva dall'antica arte della calligrafia che i ragazzi cinesi studiano a scuola, come una forma di meditazione. Secondo Chui Chai Tang questi insegnamenti rimangono radicati nella mente di ogni cinese e ne costituiscono un elemento fondamentale per la crescita. L'artista ritiene che solo poche persone possano sopravvivere nella loro vita senza il ricordo di questa lezione silenziosa. Il Diesel Wall cinese si trova nel quartiere degli artisti di Dashanzi, a nord-est del centro di Pechino, che prima ospitava fabbriche e oggi è diventato il punto di riferimento per la nuova comunità "BoBo" (borghese-bohemien) di Pechino e un centro tra i più innovativi per l'arte contemporanea.

TORONTO: INTROSPEZIONE - Da metà agosto il muro di Toronto presenterà Look me in the eye di Artemis Psathas di Cipro. Si parte dal presupposto filosofico che gli esseri umani non sono poi così liberi come invece credono di essere. Psathas sostiene la teoria per cui spesso non apprezziamo la condizione in cui ci troviamo, tuttavia accettiamo ciò che è ovvio senza intraprendere alcuna analisi retrospettiva. In questo senso il muro di Toronto può essere proprio il mezzo ideale per indurre nei passanti una riflessione introspettiva. Situato nel cuore di Toronto, questo muro spettacolare è posizionato tra il distretto finanziario della città e le principali aree dello shopping. Il Diesel Wall di Toronto è il muro più grande fra i quattro presenti nell'edizione 2007.

COPENAGHEN: PORNOGRAFIA POP - Il muro di Copenhagen, nel quartiere centrale Ny Ostergade, ospiterà My mama is so proud di Tucker Hughes (USA) dal 10 agosto al 9 settembre, mentre dal 21 settembre al 21 ottobre verrà presentato un vincitore locale. L'opera è una riflessione sulla pornografia e sulla sua influenza nella cultura pop. Hughes mostra come il sesso non sia più un tabù, sebbene i valori degli anni 2000 dicano il contrario. La visione dell'artista rappresenta il vecchio e il nuovo mondo che si incontrano, creando un contrasto che genera un'immagine di forte impatto, nonostante la sua semplicità.

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