Mostrare le proprie origini

Vanessa Beecroft, artista italiana tra le più famose nel mondo espone in anteprima alla Gamec i suoi primi lavori creati con matite ed acquarelli

Ogni artista nel percorso creativo che lo accompagna per tutta la vita attraversa varie fasi, ognuna apparentemente diversa dall'altra per i soggetti scelti e le per le tecniche usate, ma tutte inesorabilmente unite da un unico inconfondibile tocco creativo.

L'ARTISTA- Vanessa Beecroft è un'artista contemporanea nata a Genova nel 1969 e formatasi all'Accademia di Belle Arti di Brera dove si è diplomata nel 1993. Attualmente vive a New York, il suo talento artistico è apprezzato e riconosciuto a livello internazionale e le sue opere hanno raggiunto nel mercato dell'arte quotazioni molto elevate: le foto delle sue performance sono stimate circa 80.000 Euro.

PERFORMANCE FATTA AD ARTE- La scelta espressiva più conosciuta della Beecroft è la performance: decine di modelle nude, o meglio spogliate, immobili disposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo. La chiave di lettura di queste opere è lo sguardo, l'occhio delle spettatore che si posa su questi "quadri viventi" ma che non riesce a penetrarli fino in fondo e "rimbalza" trasformandosi in un'osservazione interiore portatrice di mille
domande.

RITORNO ALLE ORIGINI- Alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea ora si mostra una Vanessa inedita in un'esposizione curata da Giacinto di Petrantonio, che l'aveva conosciuta agli esordi, essendo suo professore all'Accademia di Brera. A Bergamo la Beecroft mostra i suoi primi passi nel mondo dell'arte: pitture e disegni creati quando era ancora una studentessa, espressioni spontanee di uno stile ancora acerbo. Questi quadri erano frutto di una creazione non programmata, note personali fragili ed intime completamente differenti dalle performance odierne studiate in ogni minimo
dettaglio. L'elemento comune in cui la mano di Vanessa è riconoscibile è il soggetto delle sue opere: la donna dai mille volti e corpi. Ma ritornare al passato è importante, scovare nella memoria per scoprire nuovi orizzonti, nuovi veicoli, nuovi modi di fare arte.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati