Cultura

Monet. Il Tempo di Palazzo Reale

Una nuova retrospettiva indaga la febbre "nipponica" di Claude Monet. Ma si prova la temperatura dell'arte milanese

Palazzo Reale sfida se stesso. Dopo la mostra dedicata a Magritte (record di incassi), punta ad un altro nome di grande richiamo dell'arte, quello di Claude Monet. Impressionismo, dunque, ancora una volta, ma l'assessore alla cultura Finazzer Flory mette alla porta le polemiche sulle scelte espositive di Palazzo Reale con le parole di Oscar Wilde: "Non vogliamo l'arte popolare. vogliamo la gente più colta". Del resto, è ormai chiaro come in tempi di crisi l'arte e la cultura attirino sempre più persone, Salvatore Carrubba -ex assessore alla cultura di Milano e ora direttore di 24 ORE Motta Cultura- conferma: "Musei e mostre stanno registrando un incremento dei biglietti venduti, in Italia, a Milano in particolare, ma anche in Francia. La teorizzazione della relazione tra crisi e ricerca di valori comuni nella cultura deve tradursi in mostre di qualità".

DA DOVE ARRIVANO I MONET - Del resto, il percorso tra le ninfee di Monet guadagna valore dalla collaborazione tra Palazzo Reale e due musei parigini che mai finora avevano lavorato in sinergia: il Musée Marmottan Monet e il Musée Guimet. Dal primo arrivano venti tele dipinte negli ultimi trent'anni di vita di Monet, un prestito importante, che il Marmottan non aveva mai concesso finora. Il dipartimento di Arte Giapponese del Musée Guimet ha concesso invece capolavori di Hiroshige e Hokusai, che in mostra costituiscono il termine di paragone con la visione della natura dell'artista francese.

PALINSESTI CONTROVERSI - Insolita la stagione in cui viene inaugurata Monet e il Tempo delle Ninfee, che proseguirà fino alla fine di settembre. "Occorre cominciare a credere nel palinsesto che va da giugno a settembre. Milano attira sempre più turisti e sempre più milanesi restano in città in estate: è giusto garantire un'offerta culturale e artistica di qualità anche in questo periodo", parola di Finazzer Flory. Ma allora perché non realizzare anche un biglietto unico per accedere alle mostre offerte in contemporanea a Palazzo Reale?

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