Cultura

Michael Crichton, il gigante

Uomo di fantasia e uomo di scienza: addio allo scrittore di Jurassic Park

Ci sono scrittori che per vendere milioni di copie devono prima passare a miglior vita e poi ci sono scrittori come Michael Crichton: autore prolifico, amato dagli editori, amatissimo dal pubblico. Crichton è scomparso a 66 anni: un colpo di scena che certamente avrà sorpreso i suoi lettori. Riservato nonostante la fama, la sua malattia non era mai diventata notizia e così il cancro se l'è portato via in silenzio, giocando un tiro mancino a chi trepidava per la prossima pubblicazione.

SCIENZA E CREATIVITÀ - Americano di Chicago (la stessa roccaforte del neo Presidente Obama), Crichton era una garanzia per il mercato editoriale. Un gigante delle vendite e anche di fatto: non si incontra tutti i giorni un autore da 150 milioni di copie alto due metri e sei centimetri. Evidentemente, tanto ci voleva per contenere quel mix di creatività e rigore scientifico che Crichton dosava con perizia magistrale, con buona pace di chi pronuncia con riluttanza l'espressione "best seller". Seppe inventarsi la favola del DNA di dinosauro recuperato da zanzare imprigionate nell'ambra, et voilà Jurassic Park, il suo libro più famoso, poi adattato a film dagli Studios (in quel caso da Steven Spielberg) come molte altre sue opere.

LA STORIA SI FA CON I SE - Ma la fantasia di Crichton ha trovato spazio in altri 24 romanzi (molti firmati sotto pseudonimo) e poi ancora nei racconti, i saggi e le sceneggiature (del film Twister per esempio): una bibliografia che spiega una vera passione per la scrittura. Un amore fiorito negli anni in cui studiava medicina (era tra gli sceneggiatori di E.R. Medici in Prima linea), coltivato fino all'ultimo romanzo pubblicato, Next del 2006. Se in questo autore vi era da un lato l'abilità del costruire storie, dall'altro vi era anche la capacità di saper interpretare le angoscie comuni sui rischi dell'uso spudorato della scienza e fu così che Crichton si "specializzò" nel raccontarci "cosa succederebbe se...".

Resta il fatto che quando muore uno scrittore un interrogativo bussa inevitabile al cuore dei lettori: quante storie si trovavano ancora allo stato embrionale nella sua mente, quali racconti aspettavano solo di essere districati in una trama attraverso l'inchiostro sulla pagina? Finora nemmeno il più bravo dei narratori ha mai saputo scrivere la risposta. Che sia forse anche per questo che i libri non smetteranno mai di essere pubblicati?

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