La fortuna dell'Impressionismo

Tra poco Seurat e Signac saranno a Milano. Intanto in giro per l'Italia il movimento francese spopola, a cominciare dal MART di Rovereto

Sarà che le sue opere attirano sempre un enorme numero di visitatori, sarà che in tempi grami (economicamente parlando) si finisce per scommettere sul certo, il fatto è che l'Impressionismo ogni anno torna a occupare parecchie caselle del calendario espositivo nazionale. A breve Milano ospiterà una retrospettiva su Seurat, Signac e il Neoimpressionismo, prima di festeggiare il tanto atteso centenario del Futurismo: il presente però ci riserva altre occasioni per incrociare Renoir & Co.

IMPRESSIONI DAL TRENTINO - Presente significa essere all'inaugurazione della mostra Impressionisti e post - impressionisti, che porta nella sede del MART di Rovereto una delle collezioni dell'Israel Museum di Gerusalemme. Il direttore della struttura trentina Gabriella Belli affronta la questione della "sovraesposizione" del movimento francese: "Per tante ragioni gli impressionisti hanno il primato dell'interesse del pubblico. Noi del MART proponiamo un itinerario nell'arte più appetibile per creare poi un legame fidelitario con il pubblico, che infatti torna per visitare mostre più complesse concettulamente, come Eurasia (una collettiva internazionale che parla del contemporaneo attraverso installazioni e videoinstallazioni, n.d.r.)". E continua spiegando che: "L'Impressionismo è per chi chiede all'arte una complessità misurata. Bisogna ricordare come al loro esordio Monet e "colleghi" non fossero stati capiti e amati dai loro contemporanei.E poi bisogna riconoscere la complessità di Impressionismo e Post - Impressionismo, che si fondarono sull'applicazione sofferta e studiata delle nuove scoperte sulla fisiologia dell'occhio avvenute nel secolo scorso".   

ASPETTANDO SEURAT - E così Rovereto va a trovare il suo posto nella geografia dell'Impressionismo in Italia, nella cui cartina spiccano Brescia e Treviso, dove la società organizzatrice Linea d'ombra ha promosso fin dal 2000 esposizioni che in termini di visite hanno fatto il botto. Il bresciano Museo di Santa Giulia registrò più di 440 mila ingressi quando propose Monet, la Senna, le ninfee (2004/05), un successo replicato nello stesso anno con Gli Impressionisti e la neve. Era di qualche tempo prima il boom, alla Casa dei Carraresi di Treviso, della mostra  L'impressionismo e l'età di Van Gogh (2002/03). Più recenti le esposizioni di Villa Olmo a Como (Gli impressionisti, i simbolisti e le avanguardie; 2007), Roma (Renoir ospitato al Vittoriano), mentre a breve si chiuderà Impressionismo: dipingere la luce nel fiorentino Palazzo Strozzi a Firenze. Poi toccherà a Palazzo Reale e a Milano.

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