Forum della Comunicazione Digitale - Milano

L'Italia che innova (?)

Abbiamo partecipato al Forum della Comunicazione Digitale del 10 febbraio. E c'è poca aria di innovazione

"Sfatiamo un pregiudizio: tecnologicamente parlando l'Italia non è fanalino di coda dell'Europa: un italiano su due è online" dice Giuliano Noci, docente di Marketing al Politecnico di Milano. Partono però dalla sala tweet di lamentela a causa del mancato wi-fi di Palazzo Mezzanotte. È qui che abbiamo partecipato al Forum della Comunicazione Digitale. L'incoraggiante paragone di Noci non sembra reggere quando viene proiettato il video con i dati a cura di Ericsson Italia. Apprendiamo che Stoccolma (800mila abitanti circa) è la città con la più grande fibra ottica del mondo; che sono in corso grandi investimenti a Johannesburg, in previsione di diventare smart city entro il 2012; che Heraklion (nell'assai evoluta Grecia...) è già smart city. E che in Giappone si conta il 100% di accesso alla banda larga ad alta velocità. Praticamente una Smart Nation. 56k? forse al museo dell'archeologia di Tokyo... Riuscirà Milano ad essere una smart city entro il 2015?

L'ITALIA CHE INNOVA - Questo il claim del convegno, che avrebbe dovuto parlare dell'innovazione tecnologica e digitale delle aziende italiane. Ma si dibatte, ancora una volta, sulla presunta rivalità tra vecchi e nuovi media, fra Google e Facebook. E dire che ci aspettavamo un discorso sul futuro, su nuovi potenziali progetti in cantiere. Nulla di tutto ciò dal palco. Unico sguardo in avanti ci è stato offerto da Microsoft Italia, con un video in cui le persone interagiscono costantemente e in pieno equilibrio con le tecnologie digitali touch screen in ogni luogo. Anche nella Pubblica Amministrazione (futuro o utopia?).

LA POLEMICA CORRE SU TWITTER - "Ma smettiamola con questa stupidata di internet Premio Nobel per la Pace!" esclama Raffaele Barberio, direttore responsabile di Key4biz. Sussulto da parte della platea che segue e interagisce l'evento tramite Twitter. E proprio dal microblog Riccardo Luna replica scrivendo: "Internet Nobel per la Pace è espressione di tutti gli uomini di buona volontà e gesto di speranza per un futuro migliore". D'accordo o meno con la candidatura avanzata dal direttore di Wired, siamo tutti concordi su una posizione: di innovazione, qui, se n'è vista poca. E di pubblicità, fatta male, si n'è vista tanta. Il futuro rimane una parola scritta sulla carta: gli imprenditori italiani che dovrebbero fare innovazione si preoccupano di relazionare lo stato delle cose, non c'è aria di  ricerca e sviluppo. Forse ci sono troppi pochi imprenditori italiani con nuovi progetti tecnologici. E comunque non erano a Palazzo Mezzanotte.

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