I sogni sulla pelle di Giorgio Armani

Un regno incantato di creazioni e maestrie di stile di respiro internazionale

Un regno incantato, fatto di cristalli lucenti, di morbide lane, di tessuti fluenti. Trasparenze e presenze che emergono dal labirintico buio creato appositamente dal prestigioso direttore teatrale e designer Robert Wilson, in Triennale di Milano, per le creazioni di Giorgio Armani.

SOGNI SULLA PELLE - Questa volta a sfilare non sono gli abiti, ma è lo spettatore a camminare fra i manichini che, se li guardi attentamente sembrano quasi prendere vita, complice la musica, a tratti orientale e a tratti celtica. Vere opere d'arte, che, ammirate da così vicino, evidenziano l'elegante estro di Giorgio, la ricerca dei tessuti, la minuziosità dei ricami e degli intrecci, la soavità delle linee. Tutto per "regalare" emozioni sulla pelle di chi li indossa (o meglio, di chi può permettersi di indossarli) e per far sognare chi li osserva. Immerso in 'sì tanto splendore ci si sente accerchiati dalla bellezza, senza volto, ma con un'anima data dal concetto che l'ha generata.

MAESTRO DI STILE - Un viaggio a tappe che va dal minimalismo del nero, alla lucentezza del bianco, all'incontro fra la praticità dell'Occidente e la fantasia solare dell'Oriente, alla produzione per l'industria dello spettacolo, tutto per esaltare la femminilità della donna e l'elegante fisicità dell'uomo. I passeggeri dell'Orient Express di Armani sono caffetani africani, casacche e gonne Moghul, camicie Punjabi, tuniche pakistane, gonne drappeggiate ispirate allo stile sarong del Sud-Est asiatico, tessuti che si rifanno alle pitture e ai kimoni giapponesi. E ancora abiti che giocano con un appena accennato erotismo e creazioni abbaglianti. Come in un acquario di vesti fluttuanti ci si sente navigare fra le pieghe delle stoffe di un maestro dello stile, che ha saputo rendere le sue opere cittadine del mondo.

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