I luoghi degli Anni Settanta

Il decennio che fu tutto e il contrario di tutto. Il lato oscuro dell'Italia e le sue luci prismatiche

Dedicata a chi li ha vissuti e li ha fatti vivere, a chi era piccolino o appena nato e anche a chi "era in cantiere" e oggi li può vivere solo attraverso vinili, immagini, vestiti vintage, ma soprattutto attraverso il ricordo e la storia. Ladies and Gentleman benvenuti negli Anni Settanta!

LUOGHI DI IDEALI - La serata di inaugurazione della mostra viene tinta dalle note di una colorata street band a tema, dopo il discorso degli organizzatori e del Ministro Rutelli che mostra il suo apprezzamento per l'operato della Triennale. Inizia quindi il viaggio nel decennio lungo del secolo breve. E infatti, percorrendo le sale tematiche dell'immensa esposizione che si svolge su due piani, si ha la sensazione di ripercorrere quegli anni così contradditori, talora a piedi, talora su auto futuristiche, come la Kar-a-sutra di Mario Bellini. E' interessante poter interagire con alcune delle opere, quali quella in cui si urla uno slogan dell'epoca di fronte ad una telecamera... "L'utero è mio e me lo gestisco io!" è il chiaro motto del femminismo. Si passa dai luoghi della socialità come il bar, dove troneggiano flipper, juke-box e foto calcistiche, ai luoghi della musica. Qui le stanze si accendono di sostenze e toni acidi, le psichedelie visive e sonore stordiscono la mente attirandola a mulinello in realtà parallele dove sottomarini gialli navigano per il cosmo, illuminato da un arcobaleno prismatico. La genesi del mondo musicale contemporaneo, il Big Bang dei Pink Floyd, dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Sex Pistols e dei Doors, quando il cibo liquido degli "dei pop" veniva servito su vinili di liquirizia e le persone ne erano veramente affamate. Anni in cui tutto portava ancora stupore ed era intinto di ideali, che essi passassero sotto forma di fumetti, di film o canzoni.

GRAVITAZIONI CONTRADDITORIE - Alcuni ideali portarono l'Italia ad attraversare un periodo buio, disseminato di terrore, scandali e rivoluzioni sociali. Dalle luci dello spettacolo, del cinema e della televisione si entra nel tunnel della cronaca. Si trova così la ricostruzione della cella di Aldo Moro, 3,24 mq di Francesco Arena, si passa attraverso lunghe strisce di giornali riportanti notizie che hanno segnato la nostra storia, si incontrano letti chiodati e corpi in trasformazione, a simbolo di un decennio che fu tutto e il contrario di tutto, che si trovò a gravitare all'interno di un secolo nato con due guerre mondiali e conclusosi con le cadute di muri antichi e ideologie superate a favore di altre guerre e altri sistemi mondiali. Nostalgia, rabbia, stupore, speranza si alternano coi passi nei labirinti della Triennale, per uscirne illuminati dalle insegne e dalle immagini di Fiorucci, un italiano che ha portato l'Italia nel mondo. Un percorso "distruttivo" per l'occhio sensibile bombardato dagli input e istruttivo per la coscienza di ogni buon cittadino.

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