Cultura

I cieli e le terre della Russia

Invito al viaggio attraverso la luminosità dei pittori russi alla Villa Borromeo

LUCE MAI VISTA - Avete mai pensato che se non vi fosse luce il colore esisterebbe ugualmente, ma non ne avremmo percezione? Probabilmente i pittori basano proprio su questo la loro ricerca. Assenze che sottolineano presenze, ombre che vanno a partorire figure che prendono posto nelle menti dell'osservatore e lo rapiscono portandolo in paesaggi lontani. I pittori russi in mostra alla Villa San Carlo Borromeo di Senago, dal 15 giugno al 30 settembre, fotografano il dolore e la gioia dei loro paesi, con una luminosità unica. A venti minuti da Milano si possono scoprire oltre 200 opere dei Tesori della Russia, prima d'ora mai viste, grazie alla Fondazione del Museo della Villa Borromeo, che già da sola vale la visita, con i suoi sapori di storia e il suo enorme parco.

I CIELI E LE TERRE DELLA RUSSIA - Michail Anikushin, Konstantin Antipov, Nikolaj Christoljubov, Elena Gurwic, Josif Gurwic, Alekseij Lazykin, Andrej Lyssenko, Andrej Lyssenko junior, Ljuba Lyssenko, Valentin Tereshenko, Grigorij Zejtlin... Scrivono coi colori storie di persone e di luoghi, dei loro intimi legami. Raccontano I cieli e le terre della Russia con pennellate di irrealtà che, l'una vicino all'altra, vanno a ricamare ritratti di vite semplici, fatte di duri lavori, di semplicità e soprattutto di bellezza. La pittura del bello e dell'infinito, la realtà e l'onestà dell'impresa è quel che balza all'occhio.

INVITO AL VIAGGIO - Nikolaj Christoljubov (1918-1955), caposcuola del neoimpressionismo russo, con un soffio di vento mette a nudo i vari personaggi delle sue lande, passaddo per Vietnam, Mongolia e Cambogia. Aleksej Lazykin (1928), anche poeta, è un pittore dal fine tratto, dal disegno impalpabile. Difficile contenere il suo corposo colore entro le tele. Lo squadro si espande oltre la supeficie del supporto, sia che egli ci parli con linguaggio realista, impressionista o astrattista. Ride la mente con sorriso aperto, bevendo i contrasti musicali dei suoi cromatismi. Lazykin ci dà una lettura artistica del Novecento. Valentin Tereshenko (1941) è cresciuto nella terra dei gulag in condizioni di vita impossibili,ma ci propone l'essenziale della memoria russa, europea, mediterranea e siberiana in un modo non polemico. Luce, luce e ancora luce! Brillano quei gioielli, si impossessano della curiosità dei loro interlocutori e invitano al viaggio.

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