I Capricci di Goya

Luce bizzarra sull'uomo moderno... del '700 spagnolo

I CAPRICCI DI GOYA - Chissà quanti spunti per le sue caricature avrebbe trovato anche oggi Francisco de Goya (1746 – 1828), vivendo nella nostra società? E chissà quali sarebebro stai i suoi "bersagli" prediletti? Certo è che nel 1799 egli proponeva una non veleta accusa ai personaggi politici, ecclesiastici e della nobiltà. Attraverso l'osservazione realistica del mondo popolare il Maestro di Saragozza rappresenta le vicende dell'uomo, dall'esteriorità ai fantasmi più profondi e celati. Nascono dalla sua immaginazione spiritelli e mostri, macchiette di signorotti, arpie avvizzite e civettuole donzelle.

GIOCOSA FANTASIA - I "Capricci", alla Galleria Bellinzona dal 7 settembre al 28 ottobre, alludono ad una giocosa fantasia, facendo riferimento all'area culturale propria di Tiepolo e Canaletto. La serie di 80 acqueforti e acquetinte nasce da un uomo che lotta contro i mali del tempo che fa da intercapedine fra due modi di intendere l'arte ed il suo messaggio. Francisco venne scomunicato ed isolato a causa della crudezza di queste tavole che furono quindi edite da lui stesso.

BIZZARRIE E INCUBI CHE RITORNANO - Soggetti bizzarri che potrebbero appartenere pure ad incubi contemporanei, non molto distanti dalle nefandezze a cui assistiamo muti ogni giorno. Una maniera di fare luce, sia artisticamente con riferimenti caravaggeschi e rembrandtiani per esaltare la vita, sia  moralmente evidenziando vezzi, vizi, asinerie, superstizioni, brutture e scempi del '700 spagnolo. Ma come ogni posto è paese, così ogni tempo ritorna e nulla vi è di nuovo nei costumi morali dell'umanità.

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