Cultura

Gauguin e Van Gogh

Un colore nuovo, diverso, eccessivo, vivo

Quando bisogna parlare dei "mostri sacri" dell'arte ci si trova sempre in difficoltà. Che dire che non sia già stato detto? Forse si può solo esprimere quello che i propri occhi hanno colto.

Eccomi a Brescia, al Museo di Santa Giulia, dove fino al 19 marzo si terrà Gauguin e Van Gogh. L'avventura del colore nuovo.
Appena entrati non sono subito i colori ad esplodere, si è circondati da paesaggi e personaggi più cupi, ma più realistici, colti nella fatica e nella durezza del lavoro quotidiano. Si entra poi nel vivo della sperimentazione di temi e colori. Colpisce l'incisività dei volti, più analizzati psicologicamente quelli di Van Gogh, più dolci e sensuali quelli di Gauguin. Stante di fronte all'immortalità delle loro creazioni, posso sentirmi accarezzare dalle pennellate dense di colori e di moti dello spirito. Mi vien da pensare a quello che sarà passato per la mente ai due Maestri, ovviamente non trovando una risposta, ma solo fantasie sue due persone così singolari.

Mi trovo a conversare con le uniche figure ad avere conosciuto l'intimità di Vincent e Paul, i contadini, gli abitanti di Tahiti e di Arles, la città che vide consolidarsi l'amicizia tra i due.

Grazie alla mostra adiacente su Millet, il Museo di Santa Giulia, offre la possibilità di vedere come questi abbia influenzato sia Van Gogh che Gaugain, dai raccoglitori di patate ai seminatori alla delicatezza dei paesaggi e dei ritratti familiari.

Un'insatallazione audio e video consente di attraversare le opere proiettate su un corridoio, tuffandosi nelle microparti di pigmenti che le compongono.
La forza del colore di Van Gogh e Gauguin bussa disperatamente alle porte dei tempi...colori ingenui, diversi, eccessivi, vivi.

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