Cultura

Dopo l'Impressionismo

La scomposizione scientifica delle luce. Una mostra a Palazzo Reale

Gli studiosi di storia dell'arte ben sanno che i Post-Impressionisti sono considerati i primi artisti dell'arte contemporanea, a sottolineare la rottura determinata dal loro approccio dell'arte nei confronti dei predecessori. La mostra in corso a Palazzo Reale, Seurat, Signac e i Neoimpressionisti - fino al 25 gennaio-, ci introduce passo dopo passo negli anni di cambiamenti radicali, quando l'arte rientra negli atelier dopo la fuga en plein air, e subisce la fascinazione della ricerca scientifica.

PRIMA MOSTRA IN ITALIA - La mostra, curata dalla massima esperta in materia Marina Ferretti Bocquillon, è costituita da un'ampia raccolta di opere pittoriche prevalentemente provenienti dall'estero e, cosa fondamentale, è la prima mostra sul tema in Italia. Suddivisa in sette sezioni tematiche, ma senza rinunciare ad una coerenza cronologica, ospita inoltre due stanze specifiche dedicate rispettivamente alla fotografia a colori e al colore. In particolare, un'opera italiana, divisionista o prefuturista, completa ogni sezione in cui è diviso il percorso.

AUTOCROMIE - La mostra non include titoli altisonanti come Una domenica pomeriggio all'isola della Grande Jatte, ma è una selezione di altissima qualità della produzione Neoimpressionista ormai dispersa tra diverse collezioni nel mondo. Insieme a George Seurat e Paul Signac sono esposti artisti poco conosciuti ma tutti da scoprire, come il quadro L'accident di Charles Théophile Angrand. Vera perla è però la stanza dedicata alle autocromie, a cura di Silvana Turzio, storica della fotografia. Sono qui esposte delle riproduzioni (gli originali sono fragilissimi) dei primi esperimenti di fotografia del colore, immagini incerte e vibranti dalla quali si può vedere ad occhio nudo ogni singolo granello di fecola di patate utilizzata per l'impressione.

VIBRAZIONE - L'allestimento, di un grigio pacato, lascia che i quadri siano i protagonisti, con i colori forti, le vibrazioni della luce, le palette da scoprire. I soggetti sono semplici e universali, dal gusto poetico come può solo il suono francese: silenziose spiagge normanne e bretoni, paesaggi dell'Ile de France, periferie residenziali, gli svaghi sulle rive della Senna. Il Puntinismo con i suoi paesaggi è uno di quei generi pittorici che non possono essere riprodotti sui libri, perché l'atto di sintesi dell'occhio di fronte a miriadi di tratti può emozionare solo con l'originale di fronte a sè, quindi accorrete.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati