Cultura

Dall'anima ferita

In mostra un universo letterario, caleidoscopio di emozioni e ricordi, tributo a grandi "almas heridas"

Una mostra, quella all'Istituto Cervantes, che diviene incursione nel micro cosmo dell'artista spagnola, denso di emozioni, intriso di poesia, ma anche allegoria della vita, della libertà, della solitudine, della morte. Realizzata in collaborazione con la Reale Accademia di Spagna, l'Università de Toulouse Le Mirail, la Biblioteca Pubblica di Zamora, le Château Musée du Cayla a Andillac e la Consejería de Educación y Cultura de la Junta de Castilla y León, la rassegna è realizzata attorno ad un mondo letterario che rievoca grandi artisti del XX secolo.

TRIBUTO POSTUMO - Nelle opere di Paloma Navares, messe a punto tra il 1996 e il 2003, trovano spazio la scultura e la fotografia, le quali si giovano dell'ausilio di tecniche all'avanguardia da un punto di vista tecnologico. Creazione plastica e letteraria convivono nei lavori che, nella loro struttura, assurgono ad un memento mori, rendendo omaggio alle "almas heridas" (anime ferite). Frammenti poetici e biografici di poeti e scrittori animano una cascata di fiori grigi, tra cui spunta un colore giallo, o ciottoli con iscritte all'interno di scatole di vetro a modo di "fossili metaforici". Rivivono così le parole di Walter Benjamin, Emily Dickinson, Alejandra Pizarnik, Horacio Quiroga, Virginia Wolf, Kafka esempi appunto di anime ferite, accomunate dall'inquietudine del vivere, da una dilaniante sofferenza interiore, da un'amina squarciata dal dolore che, talora, ha cercato il riposo in una tragica morte per suicidio.

DALL'OCCHIO AL CUORE - Aggirandosi tra le opere della Navares, nell'atmosfera intima dell'Istituto spagnolo, cullati dal suono del video proiettato in sala, quasi ci si dimentica della realtà contingente e ci si sente come sopraffatti da un senso di pace che paradossalmente emanano questi lavori, pure nella sostanza omaggio ad anime sofferenti.

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