Capodanno Celtico in Piazza Castello

A Milano si rinnova la tradizione dell'antica popolazione che abitava la città quando ancora non aveva questo nome

Dici "Capodanno Celtico" e ti si palesa la figura di Umberto Bossi con ampollina delle acque del Po alla mano? Serve decisamente un po' di chiarezza. Ci si guadagna la conoscenza di una tradizione che ha origini antiche e che da nove anni si rinnova a Milano, in Piazza Castello, per una tre giorni di full immersion a tema.

LA NOTTE DI SAMAIN - Dal 24 al 26 del mese il piazzale davanti al Castello Sforzesco sarà lo sfondo di una manifestazione che ricorderà quella cultura risalente al tempo in cui Milano ancora non  aveva questo nome ed il suo territorio era abitato dai Celti, l'antica popolazione indoeuropea che occupava diversi territori, tra cui l'Irlanda e la più vicina valle del Ticino. I Celti usavano festeggiare il 31 ottobre il loro ultimo raccolto e con esso la fine del vecchio anno e l'inizio del primo. Nel tempo però questa ricorrenza ha assunto valori simbolici sempre più forti, fino a diventare - nella credenza popolare dell'epoca pagana - la notte in cui le porte tra  mondo terreno ed ultraterreno si spalancavano e tutto diventava possibile. Quella ricorrenza era chiamata Samain e in un certo senso è "l'antenata" della festa di Halloween.

TRE GIORNI DI SAMANIOS - Ma il Capodanno Celtico di Milano non ha nulla a che vedere con zucche e streghe, tutt'altro. L'obiettivo dell'Associazione Culturale che organizza da nove anni la manifestazione e quello del Comune cittadino che la sostiene è anzi quello di portare alla luce gli elementi di una tradizione che con il tempo la memoria collettiva ha dimenticato. La manifestazione si chiama Samanios, a ricordo dell'antica festa, ed ha in cartellone diversi appuntamenti. Grande spazio viene dato ai concerti di musica folk e world music con la partecipazione di gruppi internazionali, come gli irlandesi Kila e gli scozzesi Wolfstone. Questi ultimi si esibiscono accostando sonorità molto particlari, ottenute da un "ensemble" quanto mai inconsueto: chitarre elettriche, percussioni, cornamuse e violini che si uniscono per creare le tipiche ballate delle Highlands scozzesi. Quando le musiche si interrompono però la manifestazione procede sempre nel Parco del Castello, con rievocazioni storiche e l'esposizione di prodotti d'artigianato, dimostrazioni e stage di danze celtiche.

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